Guai a buttare qualcosa – II parte

Tra le grandi quantità di cibarie provenienti da casa dei miei (per consumare le quali ho improvvisato i fagottini di ricotta) c’erano anche degli ottimi cachi. Il caco, originario dell’Asia Orientale e importato in Europa alla metà dell’Ottocento, è un frutto autunnale molto zuccherino e caloroso…e infatti io ne sono ghiottissima!

cachiQuelli che avevo, però, oltre ad essere davvero tanti, erano già molto maturi e quindi ho pensato di sfruttarli per farne una marmellata. Essendo la prima volta, ho fatto un po’ di ricerche e chiesto pareri, fino ad elaborare quella che mi sembrava una ricetta passabile. L’esito, però, non mi ha soddisfatto particolarmente perchè la marmellata “allegava” un po’, forse perchè insieme alla polpa era finito anche qualche pezzetto di buccia? Chissà!? Eppure i cachi  mi sembravano maturi! Comunque niente di grave, la confettura è commestibile, e anzi, c’è chi ha apprezzato. Però mi è rimasta la voglia di tentare di nuovo per perfezionare la ricetta….quasi quasi faccio un’altra spedizione a casa dei miei!

Prima della ricetta, una curiosità che rende ancora più affascinante questo frutto così particolare: l’albero del cachi (o kaki, se preferite) è detto anche “albero della pace”, perchè alcuni esemplari furono gli unici esseri viventi a sopravvivere all’atomica di Nagasaki…davvero un frutto con grandi potenzialità!

MARMELLATA DI CACHI

  • 1 kg di cachi ben maturi
  • 1 mela
  • 150 g di zucchero
  • scorza grattugiata di limone (suggerisco di metterne meno di metà, altrimenti coprirà il sapore dei cachi)

Pulite BENE i cachi dalla buccia e dai filamenti e metteteli in una pentola dal fondo spesso, aggiungete la mela tagliata a pezzetti piccoli, lo zucchero e la scorza di limone. Fate bollire a fuoco basso (potete anche usare uno spargifiamma per rallentare ulteriormente la bollitura) finchè la mela non è completamente disfatta (circa 2 ore). Per far sì che la marmellata venisse completamente liscia e omogenea io l’ho passata con il minipimer. Da tradizionalista quale sono, mi è sembrata un’operazione poco ortodossa, ma devo dire che il risultato mi ha soddisfatto molto. Una volta raffreddata, ho versate la marmellata nei vasetti, chiudeteli bene con il coperchio e fateli bollire, completamente coperti d’acqua, per circa mezz’ora, così da sterilizzarli e assicurare una lunga conservazione alla marmellata.
Le dosi sono per due vasetti piccoli. Alcuni aggiungono anche un baccello di vaniglia o del rum per aromatizzare la marmellata… Io mi sono limitata alla versione base, temendo di sovrastare il sapore del cachi che invece dovrebbe farla da padrone, ma forse sono varianti che varrebbe la pena di provare. A voi la scelta!

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