Melanzane ripiene di caciocavallo

Dopo anni di resistenza, sono tornata al mare.
A Ferragosto, in un bagno attrezzato con sdraio e ombrelloni.
È stato strano però. Il mare aveva un ruolo accessorio, marginale. Avrebbe potuto non esserci.

L’aria era ferma e pesante, la musica si diffondeva tra gli ombrelloni mista all’odore di pizza riscaldata del bar sopra di noi. File di sdraio e di lettini a perdita d’occhio, le cabine alle nostre spalle e la tela avana degli ombrelloni sopra alle nostre teste.
Costumi con ruches, lustrini, paillettes, laccetti incrociati. E ciambelle, canotti, borse di stoffa e teli di spugna. C’erano tante cose, ma il mare no, era sparito.

Io, invece, il mare me lo ricordo così.

Un telo disteso sulla sabbia, che quando ti sdrai senti il calore diffondersi per tutto il corpo, come un abbraccio caldo che ti asciuga dall’acqua salata. E quella stessa sabbia che ti accoglie arrendevole, sagomandosi piano attorno al tuo corpo.
Il cielo di un blu denso, senza ingombri in mezzo, un blu in cui perdersi a guardare fino a quando gli occhi cedono a tanta pienezza e scivolano mollemente a nascondersi nell’oscurità riposante delle palpebre.
E il vento leggero ti canta nelle orecchie la sua canzone primordiale, sempre uguale, sempre diversa.
Il vento che scompiglia i capelli, che solleva un po’ di sabbia, che dà respiro nella calura rovente di mezzogiorno.

Il sale sulla pelle lascia curve concentriche e sbiadite, come brandelli di mappe di tesori nascosti, da leccare con la punta della lingua. La grana fine della sabbia chiara e bollente scivola via tra le dita a formare piccoli cumuli instabili pronti a cambiare al primo soffio di vento. E la grana più grossa della sabbia umida, di una compattezza fondente, così tenera a vedersi che mi commuovo mentre traccio un solco con il dito.

E quell’alito potente che viene dalle profondità marine e che è una mescolanza del sole allo zenit, delle onde, della sabbia, del sole e del vento e, in definitiva, non è altro che il tuo alito di vita percepibile ai sensi.

Una ricetta semplice e veloce, ma di quelle che mi piacciono tanto perché risolvono il pranzo (o la cena). Vegetariana, con pochi ingredienti e tanto gusto. E declinabile in tante versioni, visto che al posto del caciocavallo potete mettere del tonno, della carne macinata, della salsiccia, della ricotta…devo continuare? 🙂

Melanzane al forno ripiene di caciocavallo

Porzioni: 2       Tempo di preparazione: 40 minuti       Tempo di cottura: 30 minuti + 35 minuti

Ingredienti

2 melanzane oblunghe medie
80 g di caciocavallo semi stagionato grattugiato
2 fette di pane raffermo (circa 35 g)
10 pomodori ciliegini
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di pangrattato
5 foglie di menta
5 foglie di basilico
½ cipolla rossa
2 spicchi d’aglio
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Lavate le melanzane, dividetele in due per il senso del lungo e svuotatele della polpa con l’aiuto di uno scavino. Salate le melanzane vuote e mettetele a testa in giù in uno scolapasta.

Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire a fuoco dolce in 3 cucchiai di olio insieme agli spicchi d’aglio sbucciati e divisi in due. Se preferite un sapore più deciso, tritate l’aglio insieme alla cipolla.
Quando la cipolla sarà diventata traslucida, unite la polpa della melanzana tagliuzzata grossolanamente. Fate rosolare 2 minuti, salate, unite mezzo bicchiere d’acqua, le foglie di menta e di basilico sminuzzate e coprite.
Fate cuocere per circa 15 minuti o fino a quando la polpa non è tenera. Poco prima della fine della cottura, togliete l’aglio (se lo avete lasciato intero) e le foglie di menta e unite i pomodorini tagliati a dadini e il pane ammollato in poca acqua tiepida e ben strizzato. Aggiustate di sale e di pepe, unite metà caciocavallo, i pinoli e spegnete il fuoco.
Mescolate il resto del caciocavallo con il pangrattato.

Riempite ogni guscio con il composto di melanzane, distribuite sopra ad ognuna il mix di formaggio, cospargete con un filo d’olio e infornate a 190°C per 35-4 minuti circa o fino a che la superficie non inizia a dorarsi.

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5 comments on “Melanzane ripiene di caciocavallo

  1. 05/09/2018 at 17:52

    Le ricette veloci e personalizzabili in base al frigo della giornata sono quelle che preferisco!

  2. 07/09/2018 at 21:40

    Hai fatto una descrizione di ciò che io chiamo semplicemente “salmastro” che è pura poesia. Detto questo, come ti ho già detto su instagram, queste melanzane sono alla mia portata, le farò pensando al salmastro 🙂

    • 08/09/2018 at 20:05

      Grazie Marina! Di cuore. E spero che queste melanzane ti faranno compagnia a Ostia 🙂

  3. 17/09/2018 at 10:17

    Anche il modo di vivere il mare evolve ed io come te preferisco il ricordo che tu hai descritto, più mite e blu. Ritrovabile forse solo al mare del mattino presto.

    E le melanzane ripieno di verdure le adoro!

    • 17/09/2018 at 20:30

      Chissà…ormai sembra che non ci sia più un pezzo di spiaggia libera da nessuna parte 🙁

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