Linguine allo scoglio

C’è chi a settembre torna a scuola e chi torna all’MTChallenge. Del resto, non abbiamo sempre detto che è una scuola anche quella?
Mai come questa volta ci siamo concentrati su un classico della cucina italiana: la pasta con il pesce, proposto dalla regina delle acciughe (e di tutto il mondo ittico) Cristina Galliti.
Perché la pasta con il pesce, anche nelle sue forme più semplici e tradizionali, è tutt’altro che banale e per raggiungere un risultato di livello ci vogliono abilità ed esperienza. Doti che non si acquistano dall’oggi al domani e infatti sono rimasta soddisfatta a metà.

spaghetti allo scoglio

Mi sono concentrata sulla proposta più basic che si potesse, conscia delle mie carenze: le linguine allo scoglio.
Come al solito, sul sito dell’MTChallenge ci sono stati forniti tutti fondamentali per ottenere una pasta col pesce coi fiocchi, ma io credo di aver scelto una padella troppo piccola per saltare la pasta (ma era comunque la più grande che avevo) o forse non avrei dovuto mettere da subito le conchiglie. In realtà la parte sotto era perfetta, ma non sono riuscita a mantecarla in modo uniforme.
E nella foto, presa dall’agitazione per timore che si asciugasse, ho messo quella sopra. Insomma, una mezza sconfitta. C’è da dire che la pasta era molto buona, e mi ha in parte consolata.

frutti di mare

Linguine allo scoglio

Porzioni: 2       Tempo di preparazione: 30′ + 1 o 2 h di riposo      Tempo di cottura: 15′

Ingredienti

180 g di linguine
800 g di misto mare tra cozze, vongole e fasolari
250 g di mazzancolle
olio extravergine di oliva
un ciuffo di prezzemolo
due spicchi d’aglio
vino bianco secco
peperoncino fresco

mazzancolle

Mettete a bagno in abbondante acqua fredda e sale le vongole e i fasolari per almeno un’ora.
Nel frattempo pulite bene le cozze strofinandole con uno spazzolino e staccate il bisso (il filamento che fuoriesce dalle valve con il quale si tengono attaccate agli scogli).
Sgusciate metà delle mazzancolle.
Risciacquate le vongole e i fasolari e metteteli in una pentola capiente con le cozze, un ciuffo di prezzemolo, un cucchiaio di olio e uno spruzzo di vino bianco. Coprite e fate cuocere a fuoco medio per 3-4 minuti, fino a quando non si saranno aperte. Fate intiepidire, poi filtrate il liquido di cottura attraverso un colino a maglie fini rivestito di una garza pulita. Eliminate le conchiglie che non si sono aperte e sgusciate la metà della altre. Tenetele da parte, sia quelle sgusciate che quelle con il guscio.

gamberi
Prendete una padella molto capiente (di acciaio andrà benissimo, non è necessario che sia antiaderente) e fatevi scaldare due cucchiaio di olio con l’aglio sbucciato e diviso a metà, un pezzetto di peperoncino e un cucchiaio del liquido di cottura delle conchiglie, con il coperchio.
Portate a bollore l’acqua (non troppo salata) e tuffatevi le linguine.
Lavate il prezzemolo e tritatelo.
Mettete le mazzancolle intere nella padella con l’olio per 1′, poi unite anche quelle sgusciate per un altro minuto. Scolate la pasta 5′ prima del tempo indicato sulla confezione, tirandola su dalla pentola con della pinze e trasferendola direttamente nella padella con i gamberi. Unite anche le conchiglie e iniziate la mantecatura, momento fondamentale per far sì che si crei quella cremina che rende la pasta umida e vischiosa e che è il vero quid della pasta col pesce. In pratica dovete terminare la cottura della pasta in padella, unendo un po’ del liquido di cottura delle conchiglie e facendo prima roteare la padella, in modo che la pasta giri attorno ad un ideale perno centrale, e poi facendola “saltare” saltare. Ma vi consiglio vivamente di leggere questo post che vi svelerà tutti i trucchi di una mantecatura perfetta, molto meglio di come potrei fare io.
Un minuto prima della fine unite anche le conchiglie, poi spolverate con il prezzemolo e servite.

pasta allo scoglio

Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 67 dell’MTChallenge

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10 comments on “Linguine allo scoglio

  1. 15/09/2017 at 09:21

    Nonostante le tue riserve, lo “scoglio” rimane sempre tra i miei Top Ten. E queste linguine le mangerei anche adesso (ore 9 del mattino 😉 )

  2. 15/09/2017 at 09:23

    Allora cara, intanto brava che ci hai provato e che ti sei resa conto degli errorini, tutti migliorabili con poco!! Effettivamente dalla foto sembrano asciuttine ma dipende anche dal tempo di posa fotografica 😉
    Gusci alla fine e l’hai capito..però attenzione anche alla cottura dei gamberi (non sono mazzancolle, le mazzancolle sono più grigio-rosato e striate) perché se togli la pasta 5 minuti prima del punto di cottura e la fai finire nel sugo: a) ti ci vuole di più di “un po’ di liquido”, quindi la colpa non è solo della padella; b) i gamberi con o senza guscio cuociono a sufficienza in 5 minuti, quindi buttali CRUDI nel sughetto appena prima di iniziare la mantecatura finale – oppure se li hai cotti precedentemente, come nel tuo caso, li unisci alla fine come i gusci. io consiglio la prima opzione, si insaporiscono di più.
    Dai dai su, fammene un’altra 😀

  3. 15/09/2017 at 17:35

    Come dice la Cri, gli errori sono piccoli e facilmente rimediabili.
    Nonostante quelli (e noi sappiamo che la Cri è una perfezionista 😉 ) la tua pasta è molto appetitosa, e… me ne manderesti un piatto? :-p

  4. 16/09/2017 at 07:10

    Sarà la mia origine montagnina ma la sfida questa volta mi sembra difficilissima: brava che hai rtto gli indugi, io sono ancora mooolto titubante!

  5. 17/09/2017 at 21:34

    Questa pasta dimostra la mia teoria 🙂 e cioè che il pesce “che non perdona” è quello in purezza. Perché se pasticci con fondi e soffritti (e magari anche ragù), i difetti li nascondi. Se fai una pasta allo scoglio pulita, invece, noti anche le più piccole imperfezioni. Inutile dire che io sono pro-pulizia, perché è questa quella che fa onore ad un ingrediente cosi nobile come il pesce,in primis. E poi perché fa onore allo spirito della sfida, perché giocare pulito è anche cucinare pulito. Ultima cosa,i piatti su cui gli chef veri si sono arrovellati una vita sono questi (penso agli spaghetti al pomodoro di Pierangelini, per dirne uno). Prima di arrivare al risultato che soddisfa, ci vogliono tante, tante, tantissime prove. Ma aver capito che questa è la strada per imparare significa avere conoscenza e sensibilità da vendere. Ed essere già a metà dell’opra.
    Poi però da te mi aspetto di più,non tanto dal punto di vista della tecnica, quanto da quello della concezione. Lavora su questo piatto, su uno scoglio “pulito” e mettici un guizzo dei tuoi. E osa,Alice,osa, perché se c’è una che può permetterselo sei tu.

  6. 21/09/2017 at 11:05

    Il bello dell’MTC è che ci ha portati tutti, piano piano, a imparare a riconoscere anche gli errori, per migliorare poi la volta dopo. Io sono sicura che la prossima che farai sarà ancora più bella, perché questa è davvero strepitosa 😀

  7. 22/09/2017 at 10:59

    Un piatto da manuale, concordo con Alessandra, osa perchè tu puoi permettertelo!!

  8. 22/09/2017 at 12:01

    Ci credo che questa pasta fosse buonissima: a giudicare dalla bellezza di vongole, cozze, ecc. Frutti di mare freschissimi. Gusto a non finire. Incantata :-)))

  9. 23/09/2017 at 08:07

    Secondo me era buonissima Alice, e le foto come al solito sono strepitose! Un abbraccio 🙂

  10. 25/09/2017 at 10:34

    Io non me ne intendo, ma da vedere mi sembra bella e buona!!! Concordo con le sostenitrici che il pesce in purezza premia sempre!!!
    Complimenti

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