Kitchen Confidential

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Una recensione è sempre soggettiva e parziale. Uno stesso libro può suscitare reazioni e riflessioni diametralmente opposte in ciascuno di noi. E buona parte delle nostre impressioni dipende dal feeling che si instaura con lo scrittore.
A volte li sentiamo amici, vicini, fratelli sin nel profondo. A volte ci lasciano quasi indifferenti, incapaci di toccarci. Altre volte, invece, avvicinarsi al loro punto di vista ci richiede un notevole sforzo intellettuale e di volontà.
Il fenomeno è ancora più evidente quando l’autore scrive in prima persona e parla di se stesso, come in questo caso.
Per cui, il fatto che Bourdain abbia velocemente suscitato tutta la mia insofferenza rende piuttosto difficile esprimere un parere vagamente obiettivo.
Ma ci proverò.

Anthony Bourdain, famoso cuoco newyorkese quasi sessantenne, con questo libro intende fare outing sui propri trascorsi – tutt’altro che cristallini – dentro e fuori dalla cucina.
Dipendente per anni da alcool e droghe, di pari passo con la propria storia racconta i retroscena di alcuni famosi (?) ristoranti di New York, che sembrano sempre essere gestiti dalla malavita, da incapaci, da avventurieri. Cucine affollate di immigrati irregolari e da disperati di vario genere, che vengono descritte come ambienti infernali per ritmi lavorativi e rapporti umani.
bourdain2 La parte centrale del libro, in particolare, è un susseguirsi di lavori sbagliati, in ristoranti dalla gestione caotica e destinati al fallimento. Un avvitamento di Bourdain su se stesso che più volte mi ha dato la sensazione di leggere sempre il medesimo, lunghissimo capitolo.
A fare da cornice a questa parte centrale, le esperienze di formazione giovanile (anch’esse poco ortodosse) e alla fine il raggiungimento di un temporaneo equilibrio personale e lavorativo.

In tutto ciò, di gastronomia si parla ben poco. Qualcosa di più si riesce a sapere del mondo della ristorazione, ma è pur sempre la ristorazione americana, lontanissima da quella cui siamo abituati noi per tipo di cucina, volume di affari, dimensione dei locali. Mi sono sentita spaesata: non era quello che mi aspettavo, e nemmeno che avevo desiderato leggere.

Lo stile di Bourdain è stato definito irriverente e spassoso. Io lo definirei sbracato ed eccessivamente colorito, quando non gratuitamente volgare. Come si suol dire: anche meno.
Iperboli, linguaggio colloquiale e prosa piuttosto sciatta e ripetitiva. Il libro scorre veloce, ma perché non c’è molto su cui soffermarsi.

Bourdain, sembra di sentirlo parlare. Un americano spaccone, palesemente compiaciuto di sè nonostante (o forse anche in virtù di) l’uso di droghe, il desiderio di fama e denaro, la vita sregolata. Uno che chiacchiera tanto, di continuo, e quasi sempre di se stesso. Che si autocelebra, che si piace, che si trova dannatamente divertente. Che ogni tanto racconta anche qualche aneddoto carino, ma troppo di rado per rendere piacevole la conversazione. E comunque, nulla che lasci il segno.

Insomma, il libro non mi è piaciuto. Mi ha lasciato pochissimo, forse solo qualche curiosità per i piatti francesi citati più volte e mai spiegati, e un generale disgusto per il sistema della ristorazione americana, che pure non deve essere tutta come quella che Bourdain descrive per buona parte del libro.
In una certa misura, questo giudizio dipende senza dubbio da una personale incompatibilità con l’autore per carattere, stile, temperamento. Non vi fate troppo condizionare, quindi. Anzi, magari leggetelo, e fatemi sapere cosa ve ne pare. Forse, capirò cosa c’era di tanto interessante.


kitchen  KITCHEN CONFIDENTIAL

Avventure gastronomiche a New York

  Autore: Anthony Bourdain

  Editore: Feltrinelli

  Anno: 2000

  Pagine: 304

  Prezzo: 8,50

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20 comments on “Kitchen Confidential

  1. Mi hai davvero incuriosita, ma allo stesso tempo temo non mi piacerà. Vediamo quale delle due sensazioni prevarrà quando saró in libreria!
    Notte

    • 20/09/2014 at 06:59

      Guarda, io in libreria ne avevo anche letto qualche pagina e non mi sembrava male…solo che alla fine era tutto uguale! 🙁
      Fammi sapere… Buon week end! 🙂

  2. 20/09/2014 at 09:07

    Ciao Alice, ti avevo “persa” 🙁 A me lui non piace, almeno non nel ruolo di cuoco giramondo che vedevo su Sky. Chi tratta di e con il cibo, secondo me, deve avere una parvenza più “pulita”. Buon fine settimana <3

    • 20/09/2014 at 09:11

      Io, lo confesso, non l’avevo mai sentito nominare nè l’avevo mai visto. Ma davvero mi ha subito infastidita a leggerlo.
      Mi fa piacere che confermi la mia impressione…a volte penso che sono io ad avere troppa “puzza sotto al naso” 🙂
      Uffa, ma perchè wordpress ci separa?!? 😀

  3. 20/09/2014 at 09:26

    Me ne hanno parlato bene, del libro intendo, ma dopo aver visto qualche sua trasmissione su Sky devo dire che mi è velocemente passata la voglia di leggerlo… E non mi è neppure piaciuto il serial “Kitchen Confidential” ispirato alla sua figura
    Concordo con Libera, non è rassicurante trattandosi di cibo. Vero che l’apparenza inganna ma il libro resta sullo scaffale della mia libreria dove è finito senza che io lo acquistassi, magari darò un’occhiata alle prime pagine visto che comunque la tua opinione mi ha incuriosito.

    • 20/09/2014 at 09:49

      Non sapevo che ci fosse una serie ispirata a lui…quindi è proprio considerato un guru? Io non gli avrei dato una lira 😀
      Avrà anche origini francesi, ma la considerazione per il cibo è tipicamente americana, nulla a che fare con il rispetto che si respira dalle nostre parti…e questo conta!
      Se ti capita di leggerlo mi farebbe piacere conoscere la tua opinione…

  4. 20/09/2014 at 11:07

    Il libro non l’ho mai letto e visto il personaggio non mi aveva interessato molto… Ed ora ne ho conferma (mi fido molto delle tue opinioni che spesso coincidino con le mie)… Il bello (in senso ironico) è che lui di autocelebra ed il mondo fa altrettanto …mah!

  5. 20/09/2014 at 11:55

    E’ una grande delusione quando un libro non rispecchia le aspettative, anch’io ci rimango malissimo quando succede! Devo farti i complimenti per la recensione: il web ha bisogno di blogger in gamba che non parlano sempre e solo bene di tutto e tutti 😉

    • 20/09/2014 at 13:24

      Grazie!! 🙂
      A volte penso che non dovrei parlare di libri che non mi piacciono, in fondo non voglio far desistere nessuno da una lettura…
      Per questo ribadisco sempre che sono giudizi iper-soggettivi…e comunque non credo che Bourdain o qualcun’altro possa essere seriamente danneggiato da una mia stroncatura! 😉
      Buon weekend!

  6. 20/09/2014 at 13:17

    Qualche tempo fa hanno regalato questo libro a mio marito (cuoco!) ma non ho ancora avuto modo di leggerlo! A questo punto so che…non mi sono persa nulla! 😉

    • 20/09/2014 at 13:26

      Be’, se ti capita di sfogliarlo fammi sapere…magari mi darai un parere diverso! 🙂

  7. 21/09/2014 at 22:20

    Viva le recensioni negative, che avvertono se qualcosa non piace o non vale… sono abituata nel cinema a tanto, troppo buonismo, invece è utile parlare anche male delle cose, se no non esisterebbero quelle di valore e che meritano…

    • 21/09/2014 at 22:22

      Mi fa piacere che la pensi così…mi sento meno in colpa! In fondo, mica si può dire che va sempre tutto bene…di tutti i libri che pubblicano sai quanti ce ne sono che non meritano? In genere, però, scelgo meglio…in questo caso mi sono fatta un po’ fregare 😉

  8. 22/09/2014 at 23:09

    Consolati cara Alice perché l’ho letto anche io qualche anno fa con molto entusiasmo per poi restarne profondamente delusa!
    Non mi è rimasto nulla di questo libro…neanche una ricetta da provare

    Un bacio
    Notte

  9. 25/09/2014 at 17:43

    un libro che mi è piaciuto molto.

    • 25/09/2014 at 19:52

      Ecco, vedi, ero sicura che ci fossero anche dei sostenitori. Sicuramente ci sono cose apprezzabili…ma decisamente non faceva per me! 😀

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