Donne in cucina

Finalmente mi sono decisa a leggere questo libricino (“Le cuoche che volevo diventare“) che mi è stato regalato qualche tempo fa. Si tratta di una raccolta di brevi ritratti di cuoche o, per meglio dire, di donne che cucinano. Roberta Corradin, giornalista gastronomica, ha raccolto qui i profili di 21 tra le tante cuoche che ha incontrato nel suo percorso professionale, donne diversissime tra loro per età, carattere, scelte di vita e area geografica di azione. Dedicando poche pagine a ciascuna di esse, l’autrice cerca di tratteggiare il senso della loro cucina – e di una vita intera – aggiungendo alla fine di ogni capitolo una ricetta “speciale”.
La scrittura è gradevole e informale, spesso divertente, anche se a tratti autocompiaciuta. Che l’autrice sia una giornalista gastronomica è evidente: a volte si fa prendere un po’ la mano e allora ecco la terminologia eccessivamente fantasiosa o barbaramente tecnica, il richiamo alla filologia culinaria, una cura e un’attenzione che fanno intravedere un accenno di maniacalità. E sì che poi ci prova a stemperare il tutto con osservazioni da comuni mortali, che cercano di sdrammatizzare quanto detto sopra. Ma rimane sempre un po’ una sensazione di lontananza, di una concezione della cucina che la maggior parte delle persone non può condividere, a meno di non farne una religione, cosa che francamente mi sembra sconsigliabile. A ben guardare, vi si potrebbe scorgere un prodromo di quell’isteria collettiva che è diventata Masterchef, che nulla ha a che vedere con il piacere di cucinare e che tanto mal sopporto.
I ritratti sono molto eterogenei: alcuni passano senza lasciare traccia, altri fanno intravedere donne magnetiche e affascinanti, le cui storie vengono brevemente narrate o soltanto accennate e lasciate all’immaginazione del lettore. Quelle che ho preferito sono le donne down to earth, concrete, che si impegnano per dare il massimo ma non sono invasate possedute dal sacro nume della Gastronomia.
Anche le ricette, va da sè, sono molto diverse. Alcune possono essere replicate con una certa facilità, altre sembrano più complesse, altre ancora sono un evidente tentativo di allontanare qualsiasi persona comune dai fornelli. Sarà anche bello leggere della sinfonia sublime di sapori e della combinazione perfetta delle consistenze, ma dopo è impensabile che io voglia cimentarmi ai fornelli per cercare di raggiungere un risultato che so non essere alla mia portata…tutto ciò che voglio a quel punto è essere portata al ristorante!
Ovviamente ci sono anche ricette sperimentabili, e comunque si può obiettare che non tutto deve essere preso alla lettera e può semplicemente servire da ispirazione. E’ vero, e mi riprometto di farlo, tornando a spulciare tra le ricette per scegliere quelle che più mi attraggono. Nel frattempo, vi consiglio comunque di leggere questo libricino: scorre veloce, è gradevole e vi farà incontrare tante donne diverse e altrettanti modi di concepire la cucina.

LE CUOCHE CHE VOLEVO DIVENTARE
Autore: Roberta Corradin
Editore: Einaudi
Anno: 2008
Pagine: 117
Prezzo: 12,50 euro.

Corradin

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3 comments on “Donne in cucina

  1. 22/02/2013 at 16:32

    Libro interessante. Qualche nome delle 21 cuoche?

    • 22/02/2013 at 16:46

      Tra le poche che io avessi sentito nominare ci sono Loretta Fanella, dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Nadia Santini (Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio) e Alice Waters, attivista per la diffusione di alimenti biologici. Tutte le altre per me erano illustri sconosciute (p. es.: Antonella Ricci, Laura Maioglio, Marta Grassi), ma ammetto di non essere un’esperta del settore. C’è anche un piccolo capitolo dedicato alla madre dell’autrice e uno su “le cuoche che NON volevo diventare” con un campionario di esempi…poco edificanti. Grazie per l’attenzione!

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