La foresta – E. Rutherfurd

Dopo avervi parlato di Sarum, altro voluminoso e appassionante romanzo di Edward Rutherfurd, non rimane molto da dire de La Foresta.
Non mi fraintendete, il contenuto è diverso, altri i personaggi e le vicende, ma identica è la concezione dell’opera.

Invece che partire dagli albori della civiltà, la storia si snoda dall’anno 1099, quando in Inghilterra si è già affermato il dominio normanno e i sassoni hanno dovuto adattarsi ad una convivenza forzata, e si conclude nell’Ottocento. Gli anni 2000 sono solo un’evanescente cornice che racchiude la storia magica che sta in mezzo.
Come in Sarum, tuttavia, il libro è formato da diversi blocchi narrativi (sette, per la precisione) che possono anche essere letti come storie a sè. Tra l’uno e l’altro corrono secoli, ma i protagonisti sono i discendenti dei personaggi delle vicende precedenti. In sostanza è il metodo di Rutherfurd – grande scrittore di saghe – per dare voce ad un territorio più che ai singoli personaggi, che si avvicendano nel corso delle pagine e si sovrapporranno gli uni agli altri nel ricordo che ne serberete.

Eppure non tutti i blocchi hanno la stessa rilevanza, ce ne sono alcuni più lunghi di altri, che quasi sembrano romanzi a sè, ed è in quelli che lo scrittore riesce a dare il meglio, a mio avviso. Ma oltre ai personaggi, è la New Forest (che oggi è protetta dall’omonimo parco nazionale nel sud dell’Inghilterra, di fronte all’Isola di Wight) ad essere protagonista del romanzo.
Del resto, già in Sarum era evidente il grande interesse dell’autore per il paesaggio e le trasformazioni indotte dall’uomo, il succedersi dei diversi habitat, di boschi, brughiere, paludi e piane costiere che caratterizzano questo tratto dell’Inghilterra meridionale. Nella Foresta ci sono forse meno aspetti tecnico-archeologici e antiquari, ma rimane la grande capacità di osservare la natura in tutte le sue forme.

La lettura è avvincente e densa di eventi ma senza che questo si tramuti in un vuoto di pause di riflessione. Anzi. Accanto alle vicende umane acquistano altrettanto peso quelle degli animali (nel primo capitolo una giovane cerbiatta è quasi l’alter ego della protagonista) e ad ogni piega della storia l’occasione è buona per tracciare immagini della brughiera nel sole dorato del tramonto estivo, o l’aspra pianura quando la terra è coperta da un sottile velo di ghiaccio rotto dagli zoccoli dei cavalli, o ancora il bosco dove la luce del pomeriggio scende a grappoli tremolanti. Per chi ama l’Inghilterra e il suo paesaggio, gli spazi aperti e le sensazioni date dagli agenti naturali, è come una dolce bevanda che rinfranca l’animo.

Forse manca della forza narrativa di un Ken Follett, che con I pilastri della terra e Mondo senza fine è riuscito a creare un intero mondo organico, senza cesure e interruzioni, con una struttura narrativa più complessa e trovate spesso più sorprendenti e drammatiche. Ma proprio per questo, forse, sento Rutherfurd più sincero, meno forzato, con i suoi piccoli spaccati di individui sparsi nel corso della Storia che potremmo anche essere noi. Tutto, sotto il grande respiro della Foresta.

the_forestLA FORESTA

Autore: Edward Rutherfurd

Edizione: Oscar Mondadori

Anno: 2002

Pagine: 766

Prezzo: 13 euro

 

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3 comments on “La foresta – E. Rutherfurd

  1. 24/03/2017 at 12:55

    Sceglierò il momento giusto ma questi me li leggo sicuramente! 😀

    • 24/03/2017 at 18:54

      Ci vuole un po’ perché sono voluminosi ma scorrono bene…magari d’estate 🙂

  2. 27/03/2017 at 15:44

    Le saghe mi piacciono ho scoperto piacermi. Vediamo dove inserire anche lui 😉

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