Castagnaccio toscano

E finalmente sta per arrivare. Cosa? Ma la farina di castagne nuova, indispensabile per fare il castagnaccio!
Nel post ufficiale della Giornata Nazionale del Castagnaccio, di cui sono ambasciatrice, vi racconto come nasce la farina di castagne e vi svelo che il castagnaccio non è solo toscano, come si è soliti credere.

Qui, invece, vi lascio la mia ricetta di famiglia, alla quale sono tanto affezionata perché è quella del mio adorato nonno Dino, scomparso ormai da tanti anni ma sempre presente nei miei gesti e nei miei pensieri se è vero, come dicono, che ho dei tratti del carattere che derivano da lui.
Io spero che sia così, perché gli ero davvero tanto affezionata, e in segreto vado fiera di essere una sua degna discendente, anche se forse da lui non ho ereditato solo virtù!

castagnaccio

Il castagnaccio fu una delle prime ricette che pubblicai quattro anni or sono, con foto indegne, e anche per questo lo ripropongo con piacere. Ovviamente è quello tipico delle mie parti, alto circa 1,5 cm e abbastanza morbido.
A Firenze, pur senza modifiche sostanziali negli ingredienti, lo fanno molto basso e quasi croccante in superficie, e lo chiamano anche migliaccio, giusto per complicare le cose.
Non credo ci sia una casa dove si fa come in un’altra, quindi sentitevi liberi di variare la cottura e l’altezza. Quello su cui non si transige sono gli ingredienti: niente latte e niente zucchero! Solo acqua, olio e rosmarino. Questo è un dolce di una volta, quando non c’era tanto da sprecare (il nonno Dino di parsimonia se ne intendeva!) ed è delizioso così com’è. Ci possiamo concedere solo un po’ di pinoli – che una volta era facile trovare senza andare al supermercato – e dell’uvetta.
E guai a chi li ruba dalla superficie del castagnaccio: il nonno lo avrebbe seccamente redarguito!

castagnaccio

Castagnaccio

Porzioni: 10     Tempo di preparazione: 20′       Tempo di cottura: 30′

Ingredienti (per una teglia di 20 cm di diametro)

200 g farina
350 ml di acqua circa
3 o 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
60 g di uvetta
40 g di pinoli
2 rametti di rosmarino
un pizzico di sale

Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida per 20′.
In un pentolino, fate scaldare l’olio extravergine di oliva con il rosmarino per pochi minuti.
Setacciate la farina, aggiungete il sale, poi stemperatela con l’acqua aggiunta a poco a poco, sbattendo con una frusta per evitare grumi, fino ad ottenere una pastella fluida ma piuttosto densa. Unite metà dell’olio, parte dell’uvetta strizzata e metà dei pinoli.
Versate in una teglia del diametro di 20 cm, precedentemente unta d’olio, cospargete la superficie con il resto dell’uvetta e dei pinoli, con altri aghi di rosmarino e con l’olio rimasto.
Cuocete a 160°C per 30′ circa. Sopra deve formarsi una crosticina e screpolarsi un po’, ma dentro deve restare morbido.

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13 comments on “Castagnaccio toscano

  1. 22/10/2016 at 15:21

    Ma com’è bello! E bravo il nonno ad averti lasciato questa ricetta 🙂 fa davvero una bellissima figura!! 😀

    • 22/10/2016 at 17:35

      Grazie!! Il mio nonnino… 🙂

  2. 22/10/2016 at 18:10

    Io non sono patita del castagnaccio anche se il tuo mi pare diverso da quelli che ho assaggiato sinora che erano piuttosto bagnati e senza rosmarino. Buon week end!

    • 24/10/2016 at 09:15

      E considera che il mio è anche piuttosto alto! Forse quello di Firenze ti piacerebbe ancora di più, basso e quasi croccante… Buon lunedì! 🙂

  3. 22/10/2016 at 21:40

    Che belle foto contadine!

    • 24/10/2016 at 09:14

      Eh, è una vocazione di famiglia… 😉
      E il tronco dovresti sapere da dove viene…

  4. 24/10/2016 at 11:06

    E’ una di quelle preparazioni che adoro. La tua è una delle migliori ricette mai viste a me piace proprio così! Mi sa che giro subito la ricetta a qualcuno di mia conoscenza 😀

    • 25/10/2016 at 15:32

      Wow, che onore!! Grazie Fabio 🙂

  5. 07/11/2016 at 12:58

    Eccolo è arrivato anche il castagnaccio! Ricordo quanto adori le castagne. Poi con la ricotta di famiglia è tutto un altro sapore. <3

    • 07/11/2016 at 19:06

      Forse è proprio quella che fa la differenza…sapere che sin da quando eri piccola veniva fatto così…lo rende più buono! 😉

  6. 07/11/2016 at 12:59

    Sgrunt! Ricetta no ricotta. Uffi.

  7. 22/10/2018 at 10:51

    Ti ho “scoperta” solo da poco (hai me) e sicuramente non avrai bisogno delle mie conferme ma, io che non sono incline a messaggi e a commenti, ti voglio fare i complimenti. Le tue ricette, oltre ad essere corrette e buonissime, hanno a volte anche dei risvolti romantici. Complimenti ancora. Ti seguirò con piacere.
    Giulia

    • 23/10/2018 at 20:18

      Grazie Giulia! Non sai che piacere mi fai. E se mi leggi un po’, capirai che ho sempre bisogno di conferme, eccome, perché sono tremendamente insicura (ahimè lo dico io…). Ma grazie alle persone come te, che si fanno avanti e dedicano un po’ del loro tempo a scrivermi, riesco a farmi coraggio. Per me vuol dire tanto, davvero! Grazie e un abbraccio. Alice.

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