Il secondo raduno AIFB: le mie impressioni

A Rimini, dal 13 al 15 novembre si è svolto il secondo raduno AIFB (Associazione Italiana Food Blogger).
Tre giorni intensi, dei quali non è semplice fare una sintesi.

Il confronto con il primo raduno (quello di Siena, che avevo raccontato qui) è inevitabile. Era solo un anno fa, ma sembrano dieci se penso ai tanti progetti realizzati e all’evoluzione dell’Associazione stessa.
A Siena avevamo cercato di darci un’identità, di capire chi fossimo e quale ruolo potessimo ricavarci. Lo ricordo come un ritrovo un po’ carbonaro, quasi in sordina, accolti da strutture non perfettamente funzionali allo scopo, ma mossi da una grande voglia di conoscerci di persona.
Allora ci furono diversi interventi di carattere tecnico, che mi sono stati utilissimi per capire come migliorare il modo di scrivere, di presentare un piatto, di trovare una mia nicchia.
Fu un bellissimo momento di scoperta, che mi arricchì molto e mi dette fiducia.

E a Rimini come è stato? La sistemazione e l’organizzazione erano sicuramente più professionali: una grande e luminosissima sala riunioni; un albergo di alta categoria, nuovo e spazioso, con personale efficientissimo; ottimi collegamenti, nessuna necessità inevasa. Certo, è mancato il calore di Siena, di una città sghemba e bellissima che facesse da cornice al nostro ritrovo, ma – tutto sommato – non era quello l’aspetto principale da curare.

Il tema di quest’anno era “Contro il food, verso il cibo”. Un titolo che afferma chiaramente la volontà di riappropriarsi delle proprie radici culturali, contro le mode esterofile, i gastrofighetti e i le infatuazioni 2.0 che portano tutti a fare le medesime ricette-tormentone nello stesso momento.
Spegnere i riflettori, togliere i costumi di scena e parlare di ciò che mangiamo, sul serio, tutti i giorni. E che ha fatto la storia del nostro Paese. Non in un accesso di nazionalismo – ultimamente se ne respira sin troppo – ma con l’intento di riconoscere e affermare il nostro valore, le nostre peculiarità, la profondità della nostra gastronomia, che non ha certo bisogno di  scimmiottare quelle altrui.

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Se lo scorso anno abbiamo perimetrato la nostra identità, oggi abbiamo fatto un grande passo avanti nella costruzione di una personalità matura e articolata, ché ormai chi siamo lo abbiamo capito. Al nostro essere dobbiamo ora dare voce e forma, proiettarlo all’esterno, farlo conoscere.

Gli interventi erano articolati intorno a tre temi fondamentali: Territorio, Testimonianze e Tradizione. Perché è a questo che rimanda il cibo nei suoi significati più profondi.
Al territorio che lo produce e di cui è espressione, e alle persone che lo abitano.
Alle testimonianze storiche, culturali e antropologiche che ne stanno alla base.
Alla tradizione che lo ha tramandato attraverso le generazioni, permettendogli di sopravvivere, se pur mutato, allo scorrere del tempo.

Per affrontare di argomenti così complessi e articolati, non potevano esserci altro che relatori di altissimo livello, uno tra tutti Paolo Petroni, presidente della storica Accademia Italiana della Cucina. (Se volete sbirciare il programma completo, cliccate qui, mentre sul sito AIFB troverete sintetiche biografie dei relatori).

Oltre alla qualità, il pregio degli interventi era di avere carattere e taglio molto diverso tra loro. In questo modo ognuno di noi ha ascoltato relazioni con contenuti vicini alla propria sensibilità e al proprio interesse, ma al tempo stesso ha potuto aprirsi ad altri apporti, a punti di vista diversi, a prospettive sulle quali, forse, non si era soffermato abbastanza.
Per me è stato davvero molto utile. Ho avuto spunti di riflessione, ho scoperto punti deboli, mi sono fatta domande. E l’unico cruccio, forse, è di aver avuto poco spazio per il dibattito (che poi finisce che io non parlo mai, lo so, ma sono certa che avrei ascoltato attentamente!). Ma forse va bene anche così, in modo che ognuno di noi abbia modo di rielaborare con calma le parole ascoltate e costruirsi la propria idea.

Ho trovato l’associazione molto cresciuta, più consapevole di se stessa e al tempo stessa autorevole verso l’esterno. Sono sempre più numerose le partnership e le collaborazioni, che vedono AIFB interlocutore privilegiato di istituzioni come la Federazione Italiana Cuochi (a presto aggiornamenti!), l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, il Policlinico Universitario Federico II, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie…e l’elenco è ancora lungo.

E poi, avrete sentito parlare del Calendario del Cibo Italiano, no? Noo?! Be’, allora ne sentirete parlare presto. Perché AIFB ha pensato di lanciare per il 2016 un grande progetto di valorizzazione della cultura gastronomica italiana. Piatti, ingredienti e protagonisti di rilievo della storia della cucina italiana verranno celebrati nel corso di un intero anno, ognuno con una giornata dedicata, degli approfondimenti e delle ricette. Una grande festa che si rinnova ogni giorno, per conoscere meglio quello che ci sta alle spalle. E nel piatto.

Anche quest’anno sono rientrata arricchita dal confronto, motivata nella mia attività e carica di idee ed entusiasmo per i prossimi mesi.
Grazie a tutti i soci AIFB che hanno condiviso con me questo momento di crescita e grazie al mitico direttivo AIFB per aver permesso tutto questo.
E ora, tutti al lavoro.

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20 comments on “Il secondo raduno AIFB: le mie impressioni

  1. 17/11/2015 at 22:48

    Grazie Alice!! Felice di aver recuperato un po’ di quanto successo prima del nostro arrivo di domenica, e ancor più felice di averti finalmente conosciuta di persona!! 🙂

    • 17/11/2015 at 23:20

      Grazie a te Dani! Conoscerti è stato davvero piacere, trasmetti tanta positività! Spero davvero di poterci rivedere al raduno MTC! 🙂

  2. 17/11/2015 at 22:58

    Cara Alice, che bello leggere le vostre impressioni, il vostro punto di vista. Concordo in particolare su un punto: è mancato lo spazio per un dibattito tra soci senza per la pura necessità di confrontarsi, di fare domande a ruota libera, di conoscerci meglio. E questo lo terremo presente per il prossimo appuntamento, ne puoi stare certa. Un forte abbraccio e grazie tanto per il sostegno. Pat

  3. 17/11/2015 at 23:24

    Ciao Stefania! No, forse ci siamo presentate…ma in realtà non abbiamo parlato affatto! Un’altra occasione persa…ma speriamo di non dover aspettare il terzo raduno per scambiarci qualche opinione!
    Ho letto il tuo post e mi trovi concorde su tutto…sono contenta di fare parte di un gruppo così eterogeneo ma che mira nella stessa direzione!
    Grazie e a presto!

  4. 18/11/2015 at 00:37

    E’ sempre un piacere leggerti cara Alice. Sei brava non solo in cucina ma anche con le parole!!
    Avanti tutta e insieme 🙂

    • 18/11/2015 at 20:34

      Grazie Roberta…e per me è sempre un piacere sapere che sei passata di qui. E ancora di più vederti di persona!
      A presto.

  5. 18/11/2015 at 05:44

    Mi sembra che il tuo modo di “stare in cucina” -scusa la frase riduttiva- sia esattamente in linea con la tematica del vostro raduno: esaltare le radici culturali della cucina e l’uso dei prodotti nazionali senza fanatismi fuori luogo…non ne abbiamo bisogno nemmeno quando di tratta del cibo. Un abbraccio

    • 18/11/2015 at 20:34

      Grazie Viv…spero di essere sulla strada giusta. E’ quello che vorrei fare, ma non in maniera troppo seriosa e pedante, sempre divertendomi…ma dando un po’ di profondità alle cose. Non è facile…ma ci proviamo!
      Grazie per il sostegno. 🙂

  6. 18/11/2015 at 15:46

    bello questo tuo resoconto, nel senso che illustra chiaramente il tuo impegno e la tua passione. Allo stesso tempo mi sento di dire che la maggior parte dei blog di cucina italiani non viaggia seguendo queste tue coordinate, anzi risulta asfittica e poco ha capito dello spirito del web, che è (dovrebbe) essere di “condivisione”. Vedo molte (dato che la maggior parte dei food blogger sono donne: vi siete chieste/i questo al raduno? sarebbe interessante capire del perché questo accade) aspiranti star che pubblicano troppe cose, spesso approssimative e, sopratutto, senza quasi mai citare eventuali fonti e, quasi sempre, senza nessun link alla rete, per me colpa grave. Quando lavoravo in una redazione web uno dei mantra era che, a meno di bieche, ma opache e poco lungimiranti pratiche aziendali, un post DEVE aprirsi all’estero, deve portare ad altra conoscenza, ad altri lidi. Questo non vedo nella maggior parte dei blog, spesso aridi esercizi di sterile narcisismo, per altro quasi sempre anche privi di una propria identità. Ci sono ovviamente alcune grandi chicche, ma di minoranza trattasi. Inoltre osservo che la maggior parte dei blog italiani sono conditi da un insopportabile “puzza-profumo di mamma”: dove tutto è declinato al più sdolcinato e melenso mammismo mediterraneo, quasi che una donna si dovesse realizzare solamente in quell’ambito. Osservo anche un proliferare di “collaborazioni” con aziende e aziendine, che reputo di pessimo gusto, un florilegio di contest, un rincorrersi di ricette. Oggi in vena polemica forse 🙂 . ciao e continua così- stefano

    • 18/11/2015 at 20:41

      Caro Stefano, grazie per il tuo intervento. Hai colto nel segno. Al raduno si è parlato anche di questo, perché considera che, anche se in espansione, AIFB rappresenta forse un 5% dei foodblogger italiani. E molti di noi non sono certo tra i più in vista, per i motivi che hai ben espresso tu. Noi, insieme, cerchiamo di contrapporci a questo modo di curare un blog, che nulla ha a che vedere con la gastronomia e che svilisce e banalizza soltanto.
      Io, ovviamente, ho tutto da imparare, ma già mettersi nella giusta prospettiva mi sembra importante. Purtroppo, e paradossalmente, è difficile ottenere visibilità quando ci sono contenuti seri, ormai passano soltanto le “cavolate”, la gente ha voglia di leggerezza e anche leggere un articolo è diventato un immane sforzo. Però il clima che si respira dentro all’associazione mi piace proprio per questo, mi fa capire che non sono la sola a pensarla così, mi stimola e mi spinge a guardare più in là del mio naso.
      Per quanto riguarda i link, hai perfettamente ragione. Ammetto di non essermi mai soffermata a pensare a questo aspetto, eppure io stessa sono gratificata quando in un post trovo riferimenti a qualcosa che può allargare la mia prospettiva e conoscenza.
      Insomma, come al solito grazie per le tue riflessioni, le trovo preziose. E niente affatto polemiche, solo realiste.
      P.S.: ovvio che ogni consiglio e suggerimento è ben accetto per migliorare! 🙂

  7. 18/11/2015 at 16:49

    Grazie Alice per questo bel post così sentito e per le tue considerazioni utili a chi non c’era!

  8. 18/11/2015 at 18:08

    Ciao Alice,

    Un bellissimo racconto.

    Sono ancora più orgogliosa di far parte di Aifb e anche che in questa associazione, sempre più professionale e attiva, ci siano persone motivate e competenti come te.
    Buona continuazione e alla prossima.

    Tiziana

  9. 18/11/2015 at 20:54

    Ti ho vista sai 🙂 Secondo il mio umile parere tu arriverai dove molte vorrebbero arrivare, come dici tu, piano piano.. Ma neanche tanto, sono orgogliosa di averti conosciuta e mi rammarico per certi “errori” del passato che mi hanno fatto decidere di stare ai margini, da sola, a modo mio, chi c’è c’è. Buona serata <3

    • 19/11/2015 at 19:29

      Cara Libera, nessuna decisione, almeno in questo caso, è presa per sempre! Nulla vieta che se tu vedi condizioni mutate o qualcosa che ti attira tu possa cambiare idea! I principi dell’associazione sono quelli che tu metti in pratica da anni…sei un’antesignana!

      • 19/11/2015 at 19:34

        Grazie Alice <3 Se supero l'ostacolo "caratteriale"… L'età della ragione sta arrivando, lo sento e gli spigoli iniziano a smussarsi, chissà 🙂

  10. 24/11/2015 at 18:45

    Sembra proprio interessante questo raduno! Sono contenta che ti sia piaciuto! Bello puntare sui tre punti e dare maggior risalto alle proprie radici. Buon lavoro allora! 🙂

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