Whoopie pies al cioccolato con ciliegie e ricotta

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Nina è siciliana e frequenta la mia palestra.
Immagino che Nina sia il diminutivo di uno di quei nomi tremendi che risalgono ai nonni dei bisnonni e che qualcuno, con crudele pervicacia, si ostina ancora ad infliggere alla propria prole. Qualcosa tipo Carmelina, o Assuntina, o Valleverdina (esiste, giuro).
Snella e capellona, Nina ha folte sopracciglia e occhi chiari. Occhi che ho sempre visto seri, quasi duri. Abbiamo frequentato lo stesso corso per tutto l’anno senza mai parlarci, ma l’ho notata dalla prima volta che è arrivata, pur se silenziosa e sfuggente.
L’ho sempre trovata un po’ buffa, con il suo dimenarsi scoordinato, un’esecuzione zoppa e sincopata di movimenti che, invece, a me sembrerebbero tanto naturali.
E poi quelle ascelle non depilate che, dato il tenore di sopracciglia e capelli, hanno una presenza scenica decisamente importante. Questa evidente infrazione ai dettami di una società che impone la distruzione di massa di qualsiasi peluria – superflua e non – ha scandalizzato anche me, che da questo punto di vista faccio il minimo sindacale per continuare a vivere nella società civile. Eppure, non può non essersene resa conto, proprio no. Deve essere una scelta consapevole, forse anche provocatoria, chissà.
Lei suda e fatica con impegno, il volto serio in contrasto con il ritmo scoordinato, le ascelle che inevitabilmente attirano gli sguardi, e a me fa sempre un po’ ridere.

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Due giorni fa, nello spogliatoio, Nina mi ha rivolto la parola, e ha smesso di farmi ridere. Ho scoperto che è siciliana, pacata, e più grande di quello che avevo potuto immaginare osservandola dallo specchio della sala corsi. Soprattutto, lavora al Pronto Soccorso del Meyer, l’Ospedale Pediatrico di Firenze.
Da una distanza più ravvicinata, irretita dalla cadenza sicula delle sue parole, ho intravisto una donna adulta, determinata, dotata di una grande consapevolezza. E ho capito che quegli occhi chiari non erano duri, ma solo tristi, e forse un po’ stanchi.

Nina fa un lavoro importantissimo ed estremamente difficile, che solo pochi esseri umani sono in grado di sostenere dal punto di vista fisico e psicologico, e nel parlare con lei mi sono vista minuscola. Anzi, mi sono sentita un palloncino rosa, riempito di elio, vuoto e inconsistente, che si fa portare dal vento e ha la testa tra le nuvole. Lieve, spensierato, ma inutile e insignificante.
E mi sono sentita anche un po’ stupida per essermi soffermata sulle sue ascelle o sui suoi jumping jacks scoordinati mentre al di là c’erano cose così importanti. Non che l’avessi giudicata in base a quello, sapevo che erano solo aspetti esteriori, le uniche cose che potessi vedere di lei e che avevano attirato la mia attenzione. Ma mi sono sentita un po’ idiota lo stesso.
Oltre che prima di parlare, bisognerebbe stare attenti anche prima di pensare.


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Questi dolcetti hanno un aspetto simpaticissimo e un nome ancor più divertente: whoopie pies (pronuncia: ùupipai…o giù di lì). Si dice che “whoopie” fosse l’esclamazione di giubilo e sorpresa dei bambini che trovavano questi dolcetti nel loro cestino della merenda…a me fa troppo ridere!

Sono dolcetti americani, la cui origine è contesa tra diversi Stati. La tradizione li vorrebbe originari della comunità Amish della Pennsylvania ma sono molto diffusi anche nel New England e ne rivendicano la paternità anche il Massachussets e il Maine, dove sono grandi quasi quanto un hamburger e servono almeno due persone. Al di là delle origini, sempre difficili da tracciare con sicurezza, quel che è certo è che si tratta di un dolce formato da due soffici biscotti, preparati dalle mamme con gli avanzi di impasto delle torte, uniti a due a due e tradizionalmente farciti di una crema di panna alla vaniglia. La consuetudine vuole che si consumino accompagnati da bel bicchiere di latte.

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Io sono rimasta fedele alla ricetta dell’impasto, che viene dritta dritta dall’ultimo numero di Taste&More (quello in cui ci sono anche io!!!) e che si è rivelata perfetta per i miei gusti. Soffici, burrosi ma senza darlo a sentire, cioccolatosi il giusto, me ne sono mangiati la metà così, da soli, appena sfornati. Poi ho preparato il ripieno di ciliegie e ricotta alla vaniglia, e ne ho mangiato qualche buona cucchiaiata, tanto non mi vedeva nessuno. Poi li ho assaggiati insieme. A quel punto mi sono cucita la bocca e li ho farciti tutti, altrimenti non ne sarebbe arrivato nemmeno uno a destinazione.
Sono golosissimi, il giusto contrasto tra il gusto ricco del biscotto al cacao amaro con la freschezza della ricotta alleggerita dalle ciliegie cotte…slurrrrp!! Ne vorrei ancora, adesso, ma sono finiti… Voi però li potete sempre rifare!

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 WHOOPIE PIES AL CACAO CON CILIEGIE E RICOTTA

Porzioni: 30 pezzi       Tempo di preparazione: 20 minuti + 15 minuti       Tempo di cottura: 30 minuti + 30 minuti

Ingredienti Per gli whoopie pies:

  • 230 g di farina 00
  • 70 g di cacao amaro in polvere
  • 140 g di burro a temperatura ambiente
  • 130 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 160 ml di latte scremato
  • 15 ml di succo di limone
  • 8 g di lievito in polvere
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • un pizzico di sale

Per la farcitura:

  • 500 g di ciliegie denocciolate e divise a metà
  • 70 g di zucchero + 40 g di zucchero aromatizzato alla vaniglia (vedi note)
  • 15-20 g di amido di mais
  • 10 g di burro
  • 250 g di ricotta

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Procedimento

Mescolate il latte con il succo di limone e fate riposare 20 minuti (così otterrete il latticello). Con le fruste, lavorate il burro con lo zucchero fino a che non è spumoso.
Unite l’uovo e continuate a montare finché il composto è chiaro e omogeneo.
Setacciate insieme la farina, il cacao, il lievito, il bicarbonato e il sale, poi unitene la metà al composto di burro e amalgamate con una spatola. Aggiungete il latte e mescolate finché non sarà assorbito, poi unite il resto degli ingredienti secchi.

Mettete il composto in una sac-à-poche con bocchetta liscia del diametro di 12-14 mm e formate dei mucchietti di impasto del diametro di circa 3 cm, non troppo alti.
La prima infornata non mi è venuta bene perché i dolcetti erano troppo alti e la superficie si era crepata, forse anche per via della temperatura troppo alta del forno. Alla seconda infornata, dopo la foggiatura ho aggiustato ogni dolcino con il dorso di un cucchiaino inumidito, livellando i becchi lasciati dalla sac-à-poche e lisciandoli un po’: è andata decisamente meglio.
Li ho cotti a 165-170° per 11 minuti. Fate un paio di prove con il vostro forno per decidere la temperatura giusta; nella ricetta originale si diceva 180° per 12-13 minuti ma per il mio forno era troppo alta.
Poggiateli su una griglia a raffreddare.

Mettete le ciliegie in una casseruola dal fondo spesso con i 70 g di zucchero, il burro e l’amido di mais setacciato. Fate cuocere per 30-40 minuti, fino a che non si è addensato. Se vi sembra che le ciliegie rimangano a pezzi troppo grossi potete tagliuzzarle un po’ con le forbici.

Lavorate la ricotta con lo zucchero aromatizzato alla vaniglia e unitela alle ciliegie quando si sono raffreddate.

Con due cucchiaini formate delle piccole quenelle di ricotta, appoggiatele sul lato piatto di un dolcetto, mettetene sopra un altro e premete leggermente.

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Note:

– per avere dello zucchero aromatizzato alla vaniglia basta mettere in un contenitore ermetico dello zucchero semolato con delle bacche di vaniglia della quali avete già utilizzato i semi. Ovviamente lo zucchero prenderà l’aroma nel corso di qualche mese, quindi non si può fare nell’immediato. Se non lo avete pronto potete raschiare i semi di un pezzettino di bacca di vaniglia direttamente nella ricotta…ma senza esagerare, perché rilasciano un aroma molto potente.

– l’ideale sarebbe farcire i whoopie pies tre o quattro ore prima di consumarli. Nel caso in cui ve ne avanzino alcuni, conservateli in frigo, ma vi suggerisco di tirarli fuori almeno un paio d’ore prima di mangiarli. whoopie-pies-9

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Con questa ricetta partecipo al contest “Sedici. L’alchimia dei sapori”. Questo mese con i fruttati freschi!

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37 comments on “Whoopie pies al cioccolato con ciliegie e ricotta

  1. 08/06/2015 at 11:33

    Corro qui ancora prima di scoprire che è la ricetta per #Sedici! Le foto su Fb mi hanno lasciato senza fiato! Belle belle, Alice… e non ti dispiacere troppo per la tua leggerezza con Nina: c’è una prima impressione…ma per fortuna c’è pure la seconda! Talvolta c’è anche la terza…ecco! 😀
    Un grande abbraccio!

    • 08/06/2015 at 11:46

      Mi hai battuta sul tempo allora!! 😀
      Sedici mi dà sempre tanti stimoli…e ogni volta mi diverto tanto!
      Grazie Ale…davvero..questa ciliegie mi hanno proprio ispirato 🙂
      Un abbraccio grande a te!!

  2. 08/06/2015 at 12:04

    Stavolta hai superato te stessa! Strepitosi questi dolcetti 🙂

  3. 08/06/2015 at 13:01

    Non li ho mai fatti questi dolcetti, ma conto di rimediare presto! L’aspetto è ottimo e il gusto promette benissimo…

    • 09/06/2015 at 16:53

      Anche per me era la prima volta, ma era tanto che avevo in mente i whoopie pies! E devo dire che hanno mantenuto tutte le loro promesse…davvero buoni, anche da soli! 🙂

  4. 08/06/2015 at 15:12

    Questa storia mi ha divertito inizialmente, fatto sentire piccola piccola nel mezzo e addolcito l’animo alla fine. Certo che portare in palestra un vassoio di questi bellissimi dolci non sarebbe proprio il massimo della coerenza … però scommetto che faresti tutti felici 🙂
    ps: il tuo mini annaffiatoio è troppo bello!!!

    • 09/06/2015 at 17:00

      A volte ci ho pensato a portare dei dolcini in palestra…ma probabilmente farei più dispetto che piacere! 🙂
      Grazie Martina…di quel mini annaffiatoio vado molto fiera…appena l’ho visto me ne sono innamorata! 😉

  5. 08/06/2015 at 15:32

    adoro Nina..e ancora di più adoro TE!!! con le tue riflessioni molto umane e ‘banali’ che ci rappresentano tutte quante….scagli la prima pietra chi di noi non avrebbe notato le ascelle pelose di Nina…io per prima…ma.., non dobbiamo fermarci lì…eh….quello è lo step di persone grandi come te…introspettive e leali…con se stesse prima di tutto..eh si….Nina è una persona ‘oltre’..ma mica lo potevamo capire ….purtroppo ci fermiamo sempre allo strato superficiale …alle apparenze….e da buoni toscani…riusciamo sempre ad ironizzar su tutto…ma…Nina e i tuoi spettacolari Whoppies ci hanno fatto fermare l’attimo…ci hanno fatto stare bene…e questo è fondamentale!!!

    • 09/06/2015 at 17:02

      Grazie Enrica!!! Mi scrivi sempre bellissime parole! 🙂
      E sono contenta perchè mi rendo sempre più conto che il blog è 40% cucina e 60% mille altre cose….che mi arricchiscono sempre di più!
      Un abbraccio grandissimo!

  6. 08/06/2015 at 16:05

    Sei profonda, non inutile nè tanto meno stupida.
    Hai saputo conoscere e apprezzare la parte più vera di Nina, al di là delle apparenze… credimi, non è da molti!
    Ti abbraccio e mi rubo uno whoopie, che mi fa girar la testa!!

    • 09/06/2015 at 17:03

      Grazie Margherita! E tu sei tanto cara 🙂
      E’ difficile cercare di migliorarsi e superare modi di fare e di pensare che ormai fanno parte di noi…ma non è mai troppo tardi! L’importante è non darsi per vinti.
      Un abbraccio!

  7. 08/06/2015 at 16:11

    Belli i tuoi pensieri Alice. Forse corrispondono all’atteggiamento che abbiamo tanti di noi che si fermano alla superficialità…e invece l’importante è andare oltre e con la storia di Nina ce lo hai ricordato con tanto garbo. Cosa dire invece dei tuoi Whoopy Pies? Che l’apparenza è super goduriosa e estiva…e che è un peccato doversi in questo caso fermare al giudizio superficiale e non poterne mangiarne uno! 🙂 Sono così belli che ne mangerei uno dopo l’altro come le ciliegie….. Un abbraccio forte
    Sandra

    • 09/06/2015 at 17:04

      Grazie cara Sandra!! Mi piacerebbe poterti mandare una scatola di questi whoopie pies…e anche un grande abbraccio!

  8. Alice, sono semplicemente una meraviglia questi “ùupipai…o giù di lì” 🙂 mi attirano davvero tanto. Anche io sto cercando la ricetta giusta per celebrare questo frutto che io adoro e in abbinamento al cioccolato deve essere meraviglioso!
    Per quanto riguarda Nina, non sentirti stupida. Chi è che non giudica dall’apparenza? Essendo l’unico elemento di valutazione che abbiamo in alcune situazioni ad avendo il nostro cervello assoluta necessità di trarre una conclusione logica, arriviamo a formulare un pensiero che spesso si rivela non veritiero. L’intelligenza e la sensibilità credo che stia nel saper cambiare poi idea.
    Ti abbraccio!

    • 09/06/2015 at 17:06

      Grazie Angiola…è vero, spesso valutiamo in base ai pochi elementi in nostro possesso…e po ci rendiamo conto che la valutazione era sbagliata. Per questo cerco sempre di essere molto cauta…e tanto non basta! 🙂
      Anche io adoro le ciliegie (le sto mangiando proprio ora che ti scrivo 🙂 e mi piacerebbe metterle in mille ricette…peccato che il tempo è sempre poco!
      Un abbraccio!

  9. 08/06/2015 at 18:49

    Complimenti per i dolcetti e per le tue parole….l’apparenza ci incatena…ma per fortuna ci sono persone che si liberano!!! Bellissimo blog!

    • 09/06/2015 at 17:08

      Ma che belle le tue, di parole! In una frase hai detto tutto! 🙂
      Grazie di cuore!
      Alice

  10. 09/06/2015 at 00:27

    Quello che racconti si collega idealmente con ciò che ho scritto nel post su Copenaghen… mai fermarsi alle apparenze, scavare più a fondo, non lasciarsi fermare dalle prime impressioni o dai pregiudizi, avere un approccio positivo davanti al nuovo – che siano persone, luoghi, emozioni, lavori – e farsi stupire, perchè per fortuna le belle sorprese ancora esistono! 🙂
    Per me sarebbe invece una sorpresa fare questi dolcetti, li adocchio da tempo, mi attraggono perchè sono pois golosi e quindi moooolto appetibili ai miei occhi… e con le ciliege ancor di più!

    • 09/06/2015 at 17:12

      Ancora non sono venuta a leggere il racconto di Copenaghen…ho solo visto delle meravigliose foto su fb…il resto me lo voglio gustare con calma. e non vedo l’ora! 🙂
      Hai ragione, io dovrei esser un po’ più aperta…alla fine è stata Nina a rivolgermi la parola, mica io!
      Che bello vedere gli whoopie come pois…li rende ancora più allegri!
      Un abbraccio grande!

  11. 09/06/2015 at 10:16

    L’apparenza inganna…poi basta qualche parola, apri il cestino e… sorpresa c’è un Woopie o una Nina inaspettata!! Guarda che siamo tutti così: ci fermiamo a quel che vediamo, ma l’essenziale è invisibile agli occhi…e poi per fortuna cambiamo idea! La differenza è che tu hai avuto voglia di raccontarlo: il mondo ha bisogno di piccoli palloncini rosa coraggiosi capaci di straordinaria leggerezza (parlo della “Leggerezza” calviniana hai presente? sono sicura di sì)! un abbraccio grande, mia profonda e dolcisima amica!

    • 09/06/2015 at 17:13

      Cara Betulla!! Come hai ragione riguardo alla leggerezza di cui parli…ma è così difficile trovare un equilibrio!
      Grazie per le tue parole…un abbraccio a te! 🙂

  12. 09/06/2015 at 11:45

    Devono essere semplicemente deliziosi! Propongo un kit di assaggio per tutti i follower…hihihihi! 😀

    • 09/06/2015 at 17:12

      Gulp! Allora mi metto al lavoro! 🙂
      Grazie…per me sono davvero buonissimi!

  13. 09/06/2015 at 23:42

    Le volte che mi sono ricreduta sulle persone sono innumerevoli…e quando l’ho fatto, non solo ho capito che le cose non stavano proprio come me l’ero immaginate io, ma che ero in torto marcio. La cosa del giudicare credo sia molto italiana, o forse era solo mia. Da quando mi sono trasferita a Montreal ripeto con piacere che il bello di questa città (e forse paese) é che non esiste il modo giusto di conformarsi a qualcosa o a qualcuno. Razze, religioni ed esperienze condividono “lo stesso cielo” e per questo non esiste un modo migliore o uno peggiore di mostrarsi in pubblico. Se fa caldo e si é un po’ cicciottelle, ugualmente si indossano vestiti o pantaloni corti. Se si amano i colori sgargianti, perché non avere tutto in pendant, capelli compresi? Credo che sia lecito non condividere, ma semplicemente imparare a non giudicare. Venendo ai tuoi dolcetti, ai tuoi “ùupipai” diventa difficile non giudicarli dalle apparenze…. sono veramente veramente molto belli! Immagino che la farcia ricotta e ciliegie debba essere una cosa divina… come hai fatto a fermarti??? Nono so se ci sarei riuscita!

    • 11/06/2015 at 09:54

      È vero, anche a me piacerebbe essere un po’ più aperta e non farmi condizionare dallr apparenze. Ci provo ma non sempre è facile…l’importante è perseverare!
      Certo che la Montreal che descrivi deve essere molto bella…una ventata di libertà di espressione e di apertura mentale! 🙂
      Un abbraccio e grazie!

  14. 11/06/2015 at 10:39

    Ciao Alice! Posso chiederti la tua email? Non sono riuscita a trovarla qui nel blog 🙂 Grazie!

    • 11/06/2015 at 13:56

      Ciao Jessica, certo! È alicedelre@gmail.com
      Comunque dovresti trovarla nella barra laterale…se non la visualizzi fammi sapere per favore che forse è un errore mio!
      Grazie e buona giornata 🙂

  15. 11/06/2015 at 13:05

    La cosa meravigliosamente intelligente è invece proprio il processo (un po’ pirandelliano, vero?) che hai fatto tu: approfondire le cose, guardare oltre e capirle. W Nina e tutte le donne anticonformiste come lei. Se fondiamo un partito anti-depilazione, io sono dei vostri! 😀 grazie per questi bellissimi dolcetti…ad ogni tua foto trattengo il fiato e immagino il sapore! 🙂 un abbraccio, Alice! Sei un’anima bella…

    • 14/06/2015 at 23:58

      Grazie per le tue parole cara Marzia…ogni volta che ti leggo mi sembra di respirare un po’ del tuo buonumore e vitalità! Mi fai sempre bene!
      Un abbraccio e grazie di cuore!! 🙂

  16. 12/06/2015 at 19:26

    mamma mia che foto meravigliose, da infilare le mani nello schermo per cogliere le ciliegie!! beh anche i dolcetti non sono affatto male 😉 un saluto a Nina….

  17. 14/06/2015 at 17:22

    Questi biscotti whoopie sarebbero la merenda giusta in un pomeriggio di lavoro 🙂 Penso che bisognerebbe darsi del tempo, sempre, ma mi sembra un po’ improbabile riuscire a fermare il pensiero. Il bello è poterlo cambiare dopo la prima impressione.

    • 14/06/2015 at 23:59

      È vero, il pensiero è sempre più veloce delle nostre intenzioni di censura… e forse non sarebbe neanche giusto farlo. Però le prime impressioni si possono sempre rivedere, no?
      Grazie e a presto!
      Alice

  18. 15/06/2015 at 14:30

    Sembrano ottimi, bravissima! Cioccolato e ciliegie non possono stancare!

  19. 19/06/2015 at 21:26

    Anche a me è capitato di vergognarmi di qualche giudizio o risata affrettata… O anche solo di ricredermi sulle persone… È vero che l’abito non fa il monaco… e spesso molte persone, per loro timidezza o paura o riservatezza si nascondono dietro a corazza o muri… O semplici silenzi Ma una volta conosciute dietro il muro si scoprono persone meravigliose.
    È che in un mondo sempre piú frettoloso come il nostro non sempre la gente ha voglia di fermarsi due secondi in piú… Di provare a conoscere o approfondire! …triste per me!
    Che dire dei whoopies… Visti da Sedici… Sono pura golositá e poesia 😉

    • 19/06/2015 at 21:31

      Vero Terry…anche io spesso mi sento in colpa, basterebbe poco per cercare di capire gli altri, o semplicemente per dare una possibilità di rivelarsi per quello che sono. E invece andiamo sempre di fretta, sempre assorti in mille pensieri…e nel frattempo ci perdiamo tante cose!
      Grazie mille…era tanto che volevo fare i whoopies!!

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