Garibaldi chi? Garibaldi Biscuits!

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Sarà che sono inglesi, sarà che sono friabilissimi, sarà che hanno una dolcezza lieve e tutta peculiare…sarà quel che volete ma io ADORO questi biscottini!!

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La ricetta mi ha attratto per il nome, lo confesso. Mi sono detta: e che c’entra Garibaldi coi biscotti? Poco, in realtà.
Garibaldi visitò la città di Tynemouth nel 1854 ed evidentemente riscosse una certa simpatia tra gli Inglesi che, a partire dal 1861, anno dell’Unità di Italia, iniziarono a produrre questi biscotti intitolandoli al grande generale.
Sono molto sottili, asciutti e friabilissimi, non troppo dolci, con un colore leggermente scuro donato loro dallo zucchero di canna. La caratteristica peculiare, però, consiste nell’avere uno strato di ribes racchiuso tra due sfoglie di biscotto, per cui sono chiamati anche fly sandwiches, anche se i ribes possono essere sostituiti con frutti di bosco disidratati o uvetta.
In Inghilterra sono popolarissimi, soprattutto consumati con il tè pomeridiano, e qualche fan si è divertito a raccoglierne le citazioni nelle sit-com e serie più conosciute in terra d’Albione.

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GARIBALDI BISCUITS

Dose per 15-16 biscotti:

  • 70 g di farina 00
  • 20 g di maizena
  • 20 g di fecola di patate
  • 25 g di zucchero di canna fine
  • 25 g di burro
  • 5-6 g di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 4-5 cucchiai di latte
  • 50 g di uvetta
  • 1 albume
  • zucchero semolato

Mettete l’uvetta a bagno in acqua tiepida.
Mescolate in un recipiente le farine, il lievito e il sale.
Aggiungete il burro a temperatura ambiente e lavorate il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto bricioloso.
Unite lo zucchero di canna (che deve essere finissimo; io vi consiglio di passarlo al mixer per qualche secondo) e poi versate il latte quanto ne serve perché l’impasto stia in sé.

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La prima volta che li ho fatti ne avevo messo forse troppo poco e ho avuto parecchie difficoltà a lavorare l’impasto perché – senza uovo e con pochissimo burro – non c’è praticamente niente che faccia da collante. La seconda volta sono andata più preparata, forse ho messo un pochino di latte in più, fatto sta che è stato molto più semplice. L’importante è aggiungerne poco a poco perché se esagerate l’impasto diventerà appiccicoso e non lavorabile.
Una volta che l’impasto è pronto non serve farlo riposare in frigo: stendetelo con il mattarello tra due fogli di carta da forno fino ad ottenere un rettangolo di 30×20 cm.
Scolate e strizzate l’uvetta e distribuitela su metà dell’impasto. Ripiegate sopra l’altra metà, accompagnandola con la carta da forno, altrimenti si romperà, e stendete nuovamente l’impasto fino ad ottenere le stesse misure di prima.
Tagliate dei biscotti rettangolari di 7×3 cm circa (se proprio volete essere fedeli agli originali) e metteteli in una teglia rivestita di carta da forno. Spennellate la superficie con l’albume e cospargete con poco zucchero semolato. Cuocete a 180° per 12 minuti.

La dose è per pochi biscotti, come vedete. Se ne volete di più basta raddoppiare l’impasto, ma vi consiglio di stenderlo comunque in due volte perché altrimenti potreste avere difficoltà a lavorare un rettangolo così grande.

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14 comments on “Garibaldi chi? Garibaldi Biscuits!

  1. 27/01/2014 at 11:19

    Non li avevo mai sentiti nominare ma in omaggio a Garibaldi e all’Italia…non posso non tentare l’impresa anch’io 🙂

    • 27/01/2014 at 13:15

      Li ho scoperti un po’ in ritardo rispetto al 150 anniversario dell’Unità…ma in anticipo per il 200! 😉

  2. 27/01/2014 at 11:59

    oh che belli!! La variante con il ribes mi ispira un sacco!!! brava come sempre e le foto bellissime!!!

  3. 27/01/2014 at 14:49

    Ma sei bravissima! Conosco un’amica che li apprezzerebbe molto 🙂

    • 27/01/2014 at 15:08

      Grazie! 🙂
      Allora passa la ricetta alla tua amica…non so perché questi biscotti siano così poco conosciuti… sono semplice ma a me sembrano così buoni! 🙂

  4. 27/01/2014 at 17:48

    Perchè non li ho mai sentiti nominare da nessuno??Eppure anche io ho una certa attrazione per le dolcezze british! Pensa un pò che carucci, e che buoni devono essere! Mia cara, mi hai preso per la gola! Poi con quella forma sono perfetti anche come barrettina-spezzafame da portare in giro! 🙂

    • 27/01/2014 at 19:23

      Anche io non mi spiego questa lacuna nella mia passione incrociata per Inghilterra e biscotti…non si finisce mai di scoprire cose nuove!!
      La forma è quella tradizionale, li vendono in confezioni con 5 o 6 biscotti messi uno accanto all’altro…lo trovo divertente, mi sa tanto di “cartucciera” della golosità!! 🙂

  5. 27/01/2014 at 18:34

    m dai che scoperta sensazionale!!! io però li chiamerò fly sandwich, è più da me ! 😀 hihihi deliziosi davvero e già so che mi strapiaceranno!grazie!!!!

    • 27/01/2014 at 19:24

      Di sicuro fly sandwich è un nome più accattivante…Garibaldi richiama qualcosa un po’ demodè…per questo invece io lo preferisco! 😉

  6. 28/01/2014 at 16:13

    ogni tanto un premio per conoscersi meglio!http://zuccherando.wordpress.com/2014/01/28/premi/

  7. 30/01/2014 at 13:49

    mica era del tutto scemo Garibaldi!!! :p guarda qui che bontà!!! complimenti!!! mi ispirano!!! poi l’uvetta mi fa impazzire (credo si sia visto nell’ultimo post! 😛 )

  8. 31/01/2014 at 22:26

    Che belli… E mi sa buonissimi… Gli inglesi ci han “rubato” pure garibaldi per dar nome ai loro biscotti 😉

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