Il pane dolce del sabato

Un pane dolce per ricordare Michael, che non c’è più.
Non che l’abbia mai conosciuto di persona, ma all’MTC è un po’ come se ci si conoscesse tutti.
Lui, poi, è sempre stato un punto di riferimento per autorevolezza, per saggezza e per le sue smisurate conoscenze in campo medico (e non solo), che ne facevano quasi un nume tutelare della community.
E adesso non c’è più.
Fa davvero strano pensarlo, quasi come se non riuscissi a mettere a fuoco la perdita. Forse perché non avevo con lui un contatto quotidiano, un rapporto diretto, e questo mi dà la possibilità di continuare a pensare che lui ci sia, in altre forme.

Questo pane è il nostro modo per stringerci attorno a Eleonora e Micol, che hanno subito la perdita più grave.
Lo pubblichiamo oggi, tutti insieme, nello stesso momento, in ricordo di Mich.

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Pane dolce del sabato con uvetta

Porzioni: 8       Tempo di preparazione: 1 h +  5 h di lievitazione       Tempo di cottura: 15-20′

Ingredienti

250 g di farina 0 (per me 125 g di farina di Manitoba e 125 g 0)
65 g di acqua tiepida
65 g di olio extravergine
50 g di zucchero + 1 cucchiaino raso
50 g di uvetta
1 uovo medio
10 g di lievito di birra
5 g di sale
1 tuorlo per lucidare
semi di sesamo o di papavero

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Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida con il cucchiaino di zucchero e fate riposare 10 minuti, fino a quando non formerà una schiumina: significa che si è attivato.
Setacciate la farina nella ciotola dell’impastatrice, poi mescolatela con lo zucchero e il sale. Versatevi l’acqua con il lievito e iniziate ad impastare. Unite l’olio a filo e l’uovo e continuare ad impastare fino a che l’impasto non si stacca dalle pareti della ciotola. Io ho usato l’impastatrice con il gancio, prima alla velocità minima e poi aumentando di uno scatto e ci è voluto un sacco di tempo prima che l’impasto fosse pronto. Diciamo 40-45′. Se impastate a mano, servirà una buona dose di olio di gomito.

Una volta che l’impasto è pronto, mettetelo in una ciotola leggermente unta d’olio, ungetelo appena anche in superficie, copritelo con pellicola e mettetelo a lievitare nel forno spento ma tiepido, per almeno 2 h (io l’ho lasciato 3 h).

Mettete l’uvetta a bagno in acqua tiepida, poi scolatela e strizzatela.
Riprendete l’impasto, sgonfiatelo delicatamente sulla spianatoia e dividetelo in tre parti uguali. Stendete la prima con le mani, formando un rettangolo lungo circa 35 cm e largo 10. Distribuitevi al centro l’uvetta, poi arrotolatelo su se stesso a formare un salsicciotto. Procedete alla stessa maniera con le altre due parti.
Intrecciate i salsicciotti a formare una treccia e chiudete le estremità ripiegando le estremità dei salsicciotti in modo che rimangano nella parte inferiore della treccia.
Posizionatela su una teglia rivestita di carta da forno e fate di nuovo lievitare nel forno spento per 2h.

Sbattete il tuorlo con un cucchiaio di acqua e spennellate la superficie della treccia, cospargetela dei semi che avete scelto e cuocete a 190°C nel forno statico per 20′ circa. Se la superficie dovesse scurirsi troppo, copritela con un foglio di alluminio negli ultimi minuti di cottura.

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5 comments on “Il pane dolce del sabato

  1. 28/11/2017 at 07:59

    In questi casi forse vale la pena non commentare e stringersi nel ricordo… Bacio Alice!

  2. 28/11/2017 at 10:08

    Ho provato la stessa sensazione di irrealtà quando successe la stessa cosa con Alda Muratore del forum di cucinait. Come te io non la conoscevo personalmente ma lei c’era sempre quando avevi bisogno di una ricetta, di un consiglio, di una parola. È di conforto il fatto che questa vita “virtuale” paradossalmente permetta molto più di altri mezzi, di restare nel cuore delle persone grazie a ricette che diventano poi ricette di famiglia come nel caso della Muratore, così che anche oggi, dopo 10 anni, Alda continua a vivere con esse.
    Un abbraccio

  3. 28/11/2017 at 23:45

    Ciao Mich!

  4. 30/11/2017 at 05:27

    Io ti dico che hai ragione.
    Lui c’è, in altre forme. È sempre qui, e lo sento anche rimproverarmi, in agguato quando solo penso a qualcosa che lui non avrebbe approvato.
    Grazie dell’abbraccio, me lo prendo e me lo metto addosso perchè ne avevo davvero bisogno.

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