La mia Alabama Lane Cake per il Club del 27

Questa torta è un segmento di un filo rosso che si dipana tra le pagine del blog.

Tre anni fa o giù di lì ho letto Il buio oltre la siepe, un libro che mi è rimasto nel cuore, grazie alla straordinaria bambina che ne è protagonista. La piccola Scout, tra le altre cose, ama la Lane Cake, una torta farcita e sontuosa, con quel tanto di liquore che le dà il gusto del proibito e che subito mi incuriosì.
Nel cercare la ricetta, allora, mi imbattei in un blog che non conoscevo e che sembrava essere l’unico, tra gli italiani, a conoscere la Lane Cake. Si chiamava MTChallenge.
Mi segnai la ricetta, comprai gli stampi, attesi l’occasione giusta e non la feci mai.
Ma iniziai a seguire quel blog, e mesi dopo decisi di partecipare per la prima volta alla sfida mensile di questo MTChallenge che tanto ammiravo e di cui provavo soggezione. Mi feci coraggio solo perché c’era una ricetta “potenzialmente” semplice, i muffin, ma soprattutto perché il muffin doveva ispirarsi ad un libro a nostra scelta. Il ricordo di Scout era ancora fresco e l’associazione fu immediata: i miei muffin si rifacevano al Buio oltre la siepe e avevano gli ingredienti della misteriosa Lane Cake che non avevo mai fatto.

Questo fu il primo contatto con Alessandra – che avrei conosciuto di persona di lì a poco – e il battesimo in casa MTChallenge: da allora, non ho mai saltato una sfida e tutte le paure di non essere all’altezza sono state ridimensionate dall’aiuto e dalla comprensione di chi ne sa più di me.

Oggi è di nuovo grazie ad Alessandra se mi sono decisa a preparare questa torta che avevo messo nel cassetto.
Da questo mese, infatti, parte una spin-off della sfida mensile: il 27 di ogni mese si pubblica una vecchia ricetta del blog MTChallenge tra alcune selezionate in tema con la sfida del mese e che meritano di essere portate a nuovo lustro. L’iniziativa si chiama Il club del 27, nome che mi piace molto e mi fa tanto British, bridge e afternoon tea, anche se in realtà è una locuzione coniata anni fa per tutt’altra ragione…chi è curioso cerchi sul web!

Questo mese è la volta delle torte a strati di origine americana, e c’era solo l’imbarazzo della scelta, credetemi. Ma non per me. Appena ho visto scritto Alabama Lane Cake ho preso l’agenda e cercato un giorno giusto per farla. Non potevo farmi sfuggire di nuovo l’occasione.

E così, in una sola torta, è racchiuso il libro più bello letto negli ultimi anni, l’incontro con Alessandra, gli anni di crescita in seno all’MTChallenge e tutto quello che hanno portato. Come non esserle affezionati?

Alabama-lane-cake

Nonostante la lunga premessa, però, vale la pena spendere due parole anche sulla ricetta della Lane Cake.
Prende il nome da Emma Rylander Lane, la signora che la presentò per la prima volta ad un concorso in cui vinse il primo premio, tanto che inizialmente l’aveva battezzata Prize Cake. Siamo alla fine dell’Ottocento ed è il periodo in cui nascono varie torte di questo genere (a strati e farcite) grazie alla diffusione dei forni con regolazione di temperatura e delle fruste per montare. Alcune di queste sono diventate famosissime e amate da tutti, come la Red Velvet Cake, la Coconut Cake o la Victoria Sponge Cake.

Su questa pagina trovate le più famose, preparate dalle mie colleghe per l’occasione: oggi sarà un tripudio di torte a strati da far tremare il web! 😀
E un grazie a IlariaFrancesca eValentina. che sono le vestali di questo club…occhio a tenere sotto controllo il fuoco sacro della cucina!

Alabama-lane-cake

La Lane Cake è costituita da una sponge cake di base, farcita con una crema ricca di Bourbon e uvetta e ricoperta da un frosting di meringa italiana.
Questa, almeno, sembra essere la ricetta originale, perché col passare del tempo il ripieno è stato arricchito da noci pecan, cocco e frutta candita, ma io ho voluto attenermi alla versione DOC. Ho solo messo un nulla di cocco perché temevo che la crema fosse troppo liquida, ma col senno di poi sarebbe andata benissimo lo stesso. Non deve venire come una crema pasticcera, è meno densa, così che possa impregnare bene gli strati di sponge cake.
La torta è molto dolce e ricca e il liquore assolve perfettamente al compito di alleggerirla al palato, oltre che a dare uno sprint di gusto che a me piace moltissimo. Mi incanta il suo aspetto candido e immacolato (fedele all’originale: la stessa Lane diceva di rivestirla di frosting di meringa), ravvivato dalle spiritose ciliegine candite che le danno un aspetto vintage, perfetto per un’ambientazione anni Cinquanta. Una torta vintage nell’aspetto e nei sapori, che ha saputo conquistare tutti quelli che l’hanno assaggiata.

Considerate che la torta va preparata e farcita il giorno prima, perché deve stare almeno una notte a riposare in frigorifero, mentre la copertura si può fare qualche ora prima di servirla, lasciandolo poi fuori dal frigo. Vi consiglio di iniziare dalla crema, così che abbia tempo di raffreddarsi mentre voi fate la torta.

Alabama-Lane-Cake

Alabama Lane Cake

per la torta
420 g di farina 00
350 g di zucchero
220 g di burro morbido
220 g di latte intero
8 tuorli
2 cucchiaini di lievito per dolci
un pizzico di sale
estratto di vaniglia

Imburrate due tortiere del diametro di 20 cm e rivestitene solo il fondo con un disco di carta da forno.
Setacciate la farina con il lievito e il sale e tenete da parte.
Lavorate il burro morbido con le fruste elettriche per 3′, poi unite lo zucchero e montate per altri 3′, fino a che il composto non è chiaro e cremoso. Unite la farina e il latte in tre riprese, alternandoli e mescolando con una spatola.
Montate gli albumi fino a che non sono spumosi e fermi ma senza esagerare. Incorporateli all’impasto in tre volte, amalgamandole delicatamente con una spatola.
Versate l’impasto nelle due tortiere e infornate a 170°C per 50-55′ circa, verificando la cottura con uno stecchino. L’interno deve restare appena umido.
Sfornate e aspettate mezz’ora prima di rimuovere le torte dallo stampo. Aspettate almeno un’altra ora prima di tagliare a metà in senso orizzontale con un coltello seghettato.

per la farcitura
8 tuorli
1 uovo
200 g di zucchero
150 g di uvetta tagliuzzata (io l’ho letto troppo tardi e l’ho lasciata intera)
110 g di burro morbido
80 ml di Bourbon
semi di una bacca di vaniglia
2 cucchiai di cocco rapè (facoltativo)

Ammollate l’uvetta in acqua tiepida con uno spruzzo di Bourbon per 30′.
Montate i tuorli e l’uovo per 3-4′, poi unite lo zucchero e continuate a montare per altri 3′. Mettete la ciotola con i tuorli su un bagnomaria, unite il burro e fate cuocere per 15-20′, mescolando spesso, fino a quando la crema non si sarà ispessita. Alla fine unite il Bourbon, i semi di vaniglia e l’uvetta strizzata. Coprite con pellicola a contatto e fate raffreddare velocemente.

montaggio
Posizionate un disco di torta sul piatto da portata, distribuitevi sopra 1/3 della crema coprite con un altro disco, mettete un altro terzo di crema e proseguite allo stesso modo con il terzo disco. Coprite il tutto con il quarto disco, che lascerete libero. Avvolgete la torta nella pellicola trasparente e mettete in frigo per una notte almeno.

per la copertura
3 albumi
200 g di zucchero semolato
60 ml di acqua

ciliegine candite per decorare

Preparate uno sciroppo con lo zucchero e l’acqua, su fuoco moderato. Quando arriva a 110°C iniziate a montare gli albumi e, una volta arrivato a 121°, versatelo a filo sulla parete della ciotola con gli albumi, continuando a montare. Fate attenzione a non versarlo direttamente sugli albumi. Continuate a montare per 4-5′, fino a che la meringa non è corposa e ormai raffreddata.
Distribuitela sui lati e sopra alla torta, con una spatola, guarnite con ciliegine candite e servite.

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Con questa super torta sono fiera di partecipare alla prima iniziativa del Club del 27

…e grazie a Francesca Carloni per il suo delizioso banner!

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42 comments on “La mia Alabama Lane Cake per il Club del 27

  1. 27/02/2017 at 15:05

    Sono davvero ammirata! Questa torta non deve essere affatto semplice e ha un che di retrò davvero goloso. L’unione di così tanti fili, incontri, letture, ne fa un’esperienza che va molto al di là della cucina.

    • 27/02/2017 at 22:26

      Retrò è la parola giusta! E per me è davvero una torta simbolica, con un senso che va oltre al puro gusto. Anche se, anche il gusto da solo basterebbe 😀

  2. 27/02/2017 at 15:07

    Ma che bella Alice! Sto girando tra i blog e trovo solo torte stupende, come la tua. Ma questo club del 27 è proprio una figata pazzesca!

    • 27/02/2017 at 22:26

      Grazie Sabrina! Anche io vorrei vederle tutte, spero di riuscirci entro il mese prossimo! 😀

  3. 27/02/2017 at 15:09

    Ecco… a me son venuti i brividi a leggere la tua storia.
    La torta come filo rosso che ti unisce al MTC e quindi a me e a tutti noi. Attraverso quel libro, poi, che Ale ama particolarmente.
    E poi ci sei tu…che trasformi in poesia qualsiasi cosa che tocchi. Anche solo burro e farina.
    Ti adoro

    Ele

    • 27/02/2017 at 22:27

      Grazie cara Eleonora…l’MTC è proprio qualcosa di speciale 🙂

  4. 27/02/2017 at 17:34

    Ti racconto una cosa, giusto per rimanere nel tema delle similitudini. Sei anni fa, quando ho aperto il blog, mi capitò casualmente di avvicinarmi ad un blog chiamato “Menu Turistico”. All’interno del blog, oltre che storie e ricette strabilianti, c’era anche una sezione chiamata, se ricordo bene. “I mille libri da non dimenticare” o qualcosa di simile. L’ideatrice di questa rubrica chiedeva ai lettori di segnalare quei libri che non avremmo mai voluto lasciare fuori da questa ideale biblioteca. Il primo libro della mia lista era “Il buio oltre la siepe”.
    Che poi scoprii essere il libro feticcio (anzi di più) di Alessandra. Da quel libro è cominciata l’amicizia con lei, è seguito l’MTC ed il resto è storia. Per cui non puoi capire come le tue parole siano piene di significato per me.
    Questa torta è straordinaria, come la storia che l’accompagna ed il senso che le hai dato.
    Grazie Alice.
    Un bacione.

    • 27/02/2017 at 22:29

      Ma dai…allora le affinità elettive non è solo il titolo di un libro… Che bello pensare a tutti questi intrecci e connessioni. E tutto nato dalla semplice passione per la cucina, che si è trasformata in conoscenze, frequentazioni, amicizie, complicità… E pensare che non avrei mai incontrato nessuna di voi senza il blog. Ti abbraccio mia cara Patty!

  5. 27/02/2017 at 20:17

    Anche io adoro quel libro, che ciclicamente rileggo: è tenero e terribile al tempo stesso! Ma parliamo di questa torta meravigliosa…. bella bianca e rossa, fantastica!
    Un bascione e buona settimana

  6. 27/02/2017 at 22:30

    Anche io avrei voglia di rileggerlo…magari lo farò presto 🙂
    Grazie di cuore Patti, buona settimana anche a te!

  7. 27/02/2017 at 23:36

    Bellissima Alice! raffinata ed elegante. Quattro strati perfetti e golosi…mai fatta questa torta, mi incuriosisce molto. Sicuramente presto la proverò…baci!

    • 28/02/2017 at 00:17

      Grazie cara Tiziana!! Ma ho visto la tua….un altro pianeta! 😀

  8. 28/02/2017 at 00:21

    Ma senti un po’ che storia!! È bellussima come la tua torta!!

    • 28/02/2017 at 17:16

      Grazie Cristina!!

  9. 28/02/2017 at 00:44

    La tua torta è una meraviglia come tutto quello che prepari e la tua storia è emozionante. Questa meravigliosa avventura nasce dal desiderio di condividere e quando si condivide anche sentimento e passione tutto diventa magico e il senso di quello che facciamo diventa magnifico !!! Grazie per aver condiviso la tua bellissima storia…Il libro l’ho letto da adolescente e ne sono rimasta profondamente colpita…Lo ripesco dalla libreria di mia mamma perché voglio assolutamente rileggerlo

    • 28/02/2017 at 17:17

      Grazie Lucia! Questa del Club del 27 è davvero una bellissima idea, e non vedo l’ora di sapere quale sarà il prossim otema che rispolvereremo 😀

  10. 28/02/2017 at 11:51

    Uuuuuuffaaaaaaaaaaaaaa!!!!!! Quanti strati mi sono persa… 🙁

    • 28/02/2017 at 17:16

      Eeehhhh….e quanti cappottini! 😀

  11. 28/02/2017 at 23:35

    Incredibile la storia del filo rosso! Ricordo la sfida dei muffin con tanto piacere, ma tra le tante ricette temo di aver perso la tua. Penso che rimedierò subito e la andrò a cercare!
    Complimenti, Alice. Si vede che è stata fatta con tanto amore!

  12. 01/03/2017 at 01:43

    Che bello il filo rosso e le similitudini, la tua torta così candida e con quel tocco di rosso è veramente molto elegante e fatta con il cuore
    Brava

    • 01/03/2017 at 19:17

      Grazei Manu! Piano piano passerò anche io a visitarvi tutte 🙂

  13. 01/03/2017 at 02:56

    ho amato tantissimo quel libro, e quel film. Lo so a memoria praticamente, ma ogni volta che lo danno, lo riguardo con la stessa curiosità e provo sempre la stessa emozione. Bello leggere la tua storia con MTC, e bello per me farne parte, ora. Non hai idea di quanto io sia felice di questo.
    La tua torta è di una bellezza elegante, raffinata, perfetta. Dovrò farla prima o poi, perchè quella crema al Bourbon mi chiama…
    Complimenti sinceri Alice, sono davvero contenta di condividere con te questo viaggio.

    Un abbraccio. Giuli

    • 01/03/2017 at 19:18

      Come per tutti i libri che ho letto (o quasi), il film mi manca. E so che devo rimediare, anche perché i film vecchi mi piacciono molto più di quelli nuovi.
      Ti ringrazio tanto per le tue parole cara Giuliana…e anche io sono felice di far parte di questa avventura insieme a voi!

  14. 01/03/2017 at 11:28

    appena vedo ciliegine torno bambina, ripenso alle paste di mandorla, alla mia infanzia, alla mia Calabria, e la tua torta mi mette gioia solo a vederla, bellissima realizzazione. complimenti cara Alice

    • 01/03/2017 at 19:16

      Ecco, a questo collegamento non avevo minimamente pensato! 😀 Forse perché non fa parte del mio retroterra, e invece adesso ce lo vedo eccome..quante sfumature può assumere una torta! 😀

  15. 01/03/2017 at 17:16

    Alla fine quando si dice mai dire mai, un motivo ci sarà! Sono contenta che tu abbia potuto realizzare questa torta, a leggere il post si ha l’impressione che tu abbia realizzato un grande desideri. Sono sicura che chi mi legge e come noi ha un blog, in parte può capire. Ci si investe del tempo, della fatica e anche dei soldi in un certo senso. La buona riuscita di una ricetta a volte é veramente una sfida, quando si arriva in fondo, non ci sono premi o vittorie, ma la soddisfazione é cmq moltissima. Io nel mio piccolo continuo a dirtelo, brava, bravissima Alice, continua cosi!
    P.s ti ci vedo vestita come una signora americana di fine 19° secolo, con cappellino e guanti bianchi, fiera della sua bellissima torta ; )

    • 01/03/2017 at 19:15

      Tu sei sempre molto cara! E a dire il vero mi ci vedo anche io nei costumi ottocenteschi! 😀
      Hai ragione, forse per chi non ha un blog è difficile capire la sensazione di soddisfazione data da una torta così, ma tu sei riuscita a capire perfettamente i miei sentimenti, l’importanza che ha per me è l’investimento (in tutti i sensi) che richiede. Grazie per essere così attenta sensibile!

  16. 01/03/2017 at 21:16

    be che dire… una nuvola di dolcezza, e quella deliziosa farcia fa di questa torta una meraviglia senza uguali… bravissima!

  17. 02/03/2017 at 00:50

    Mi piace da morire leggerti e ritrovare nei tuoi racconti anche un pezzetto di vita trascorsa insieme, qui nell’MTC. Non stancarti cara Alice, continua coi tuoi racconti balsamici, le tue foto stupende e le tue ricette golosissime, mi raccomando!!!

    • 02/03/2017 at 15:50

      Grazie cara Cecilia!! 😀

  18. 02/03/2017 at 09:27

    Non poteva che essere QUEL libro, il corollario di tutto ciò che tu sei, nella tua essenza, che metti in ogni cosa che fai. Sei straordinariamente brava.

    • 02/03/2017 at 15:51

      E tu sei troppo buona!! Grazie per il coordinamento e il supporto…ci vediamo il 27 😉

  19. 03/03/2017 at 17:58

    Quante strade che si ritrovano con questa torta che oltre al goloso ripieno è ricca di ricordi e emozioni. Passaggi quasi.

  20. 04/03/2017 at 18:52

    Ciao Alice, compagna di club e di torta. Bello vedere le variabili possibili partendo dalla stessa intrigante ricetta. Splendidi strati e decoro!

  21. 05/03/2017 at 05:43

    Avevo letto il libro da bambina, era tra i libri che mia mamma aveva in casa, strano lei non era una grande lettrice. Aveva una copertina verde, il libro era molto vecchio, con le pagine ingiallite.
    Il caso ha voluto che lo iniziassi a leggere di nuovo giorni fa, spinta da questo spirito soul che mi è rimasto addosso con la sfida del pollo, un po’ come la puzza di fritto, che difficilmente se ne va.
    La mattina stessa che l’ho preso in mano ho letto un ricordo di Alessandra su fb, in cui ne parlava, poi vedo la tua foto in anteprima, poi leggo il post della Fede e collego le cose.
    Non ricordavo questa parte del libro, mi sa che ero troppo piccola per coglierne i dettagli, ma è stupendo leggere che proprio il libro ti ha portato all’mtc, in una delle sfide che io ho amato di più in assoluto, quella dei muffins.
    Adesso che so che questo libro ha creato così tanti intrecci e relazioni, lo leggerò con uno spirito diverso.
    La torta non la commento, immagino sia buonissima e sicuramente la proverò.
    Ti abbraccio

  22. 10/03/2017 at 12:22

    Bellissimo il tuo racconto. L’attesa ti ha premiato e finalmente hai potuto fare la torta sempre per l’MTC, li da dove tutto è nato. Complimenti! La torta e favolosa, me la segno nella lista dei dolci da provare 🙂

    • 10/03/2017 at 21:06

      Grazie Therese! Anche per me è stata un’emozione fare questa torta 🙂

  23. 10/03/2017 at 13:19

    Questa torta, che non è stata la mia scelta, è stata quella di cui mi sono pentita di non aver prepararato.. deve essere magica… e tu l’hai preparata ad hoc!

    • 10/03/2017 at 21:07

      Grazie! Dove aver visto le vostre però…le ho messe tutte in lista 🙂

  24. 13/03/2017 at 10:05

    presentazione e preparazione perfetta, cosa volere di più!
    un abbraccio.

    • 14/03/2017 at 09:48

      Grazie cara Fabiola!

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