Gratin di cardi con olive, pinoli e caciocavallo

Finisce sempre così, che la foga di provare nuove ricette mi porta a lasciare indietro quelle già fatte, così che ho una lista lunghissima di post che rischiano di non vedere mai la luce, soppiantati da esperimenti culinari più recenti. Ma questo gennaio sarà fitto di impegni, tempo di cucinare ne avrò poco e ho deciso di approfittarne per spulciare nelle bozze mai editate.

Partiamo dai cardi, che ormai quasi nessuno conosce più e che invece a me piacciono da matti.
Questa è la stagione giusta in cui comprarli, sono un po’ noiosi a pulirsi ma saporitissimi e molto versatili. L’anno scorso li avevo usati per questa zuppa, una delle mie preferite di sempre, mentre l’amica-dalle-mani-di-fata Fancyhollow li ha uniti alla scamorza, in una pasta al forno che voglio provare al più presto.

gratin di cardi con olive e caciocavallo

Dal canto mio, li propongo in una versione super semplice. Se eliminate il caciocavallo è anche leggerissima e vegana, nel caso aveste dei peccati da espiare. Ma anche no.
Questa è una versione asciutta, per averla più cremosa basta aggiungere besciamella (la mia ricetta qui), però a me piace meno, perché trovo che annacqui il sapore dei cardi.

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Gratin di cardi con olive pinoli e caciocavallo

Dosi: 4 persone       Tempo di preparazione: 20 minuti       Tempo di cottura: 35 minuti

600 g di cardi
100 g di pangrattato
40 g di olive taggiasche denocciolate
100 g di caciocavallo
2 cucchiai di pinoli
1 cucchiaino di capperi sotto sale
1 cucchiaio di origano essiccato
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

gratin di cardi con olive e caciocavallo

Mettete i capperi a bagno in abbondante acqua fredda per 15′.

Pulite i cardi eliminando le foglie esterne e le cime. Se sono troppo fibrosi, eliminate anche i filamenti delle foglie più esterne aiutandovi con un coltello.
Tagliateli a pezzi grandi e metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone per prevenire l’annerimento. Lessate in acqua salata per 20-30′, finché non saranno teneri.

Risciacquate i capperi sotto l’acqua corrente e tritateli insieme alle olive con una mezzaluna. Unite il trito al pangrattato, aggiungete origano e sale (se serve, considerando la salinità dei capperi) e condite con due cucchiai di olio.

Tagliate il caciocavallo a dadini piccoli.
Ungete il fondo di una pirofila, distribuite uno strato di cardi, cospargete di pangrattato e distribuite dei dadini di caciocavallo. Fate altri due strati, terminando con pangrattato cosparso di pinoli.
Infornate a 180°C per 10-15′.

gratin di cardi con olive e caciocavallo

 

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18 comments on “Gratin di cardi con olive, pinoli e caciocavallo

  1. 09/01/2017 at 13:00

    Sono d’accordo, in pochi cucinano i cardi forse perché noiosi da pulire. A me piacciono tantissimo anche sono ripassati nella farina e poi cotti in padella con uno spicchio d’aglio. Strabuoni.
    Questa ricetta è già più articolata e sono sicura che mi piacerebbe tantissimo.
    Un abbraccio e buon anno. Chiara

    • 09/01/2017 at 23:23

      Anche io li adoro in quel modo Chiara! Semplici ma da non smettere più di mangiarli 🙂
      Un abbraccio e buon anno anche a te!

  2. 09/01/2017 at 15:08

    Mi crederai se ti dico di non averli mai mangiati ? A Roma si trovano di rado e dalle mie parti non ci sono proprio, fa troppo freddo immagino. E così, fra una cosa e l’altra l’occasione non si è mai presentata. Ma anche in Toscana che non è che io non frequenti, mica te li tirano in faccia i cardi ! Che sapore hanno ? Rispetto al finocchio…non so perché mi sono fissata che il sapore debba essere simile! Hai ragione: anch’io ho un sacco di post sospesi che aspettano perché capita sempre una vita nuova che ho visto o che mi sembra debba avere la precedenza…
    Intanto sto preparando una tavola di legno e poi sbircio da te per vedere come abbinare i colori e oggettini

    • 09/01/2017 at 23:22

      Ma infatti Marina, anche da noi sono in via di estinzione, non li cucina quasi più nessuno. Ma non assomigliano al finocchio, semmai più al carciofo, come sapore, appartengono alla stessa famiglia! Li devi provare proprio secondo me.
      Non vedo l’ora di vedere le tavole!

    • 10/01/2017 at 17:33

      In Toscana si usano molto si trovano sia piccoli che grandi (detti anche Gobbi) si sono lunghi da pulire e da cuocere ma il sapore è unico, nella ricetta di famiglia sono ripassati con la farina in padella e poi gratinati al forno con burro parmigiano e pangrattato. Per fortuna si trovano anche a Roma, così posso continuare a tramandare i sapori della mia tradizione ai miei figli.

      • 10/01/2017 at 22:29

        Ecco, ripassati in padella e poi in forno con burro e parmigiano mi mancano…la prossima volta li faccio, devo essere buonissimi!
        Grazie per l’idea, sono contenta che non sono l’unica ad apprezzare questa verdura 🙂

  3. 09/01/2017 at 20:00

    Non vorrei dire stupidaggini, ma mi pare che una ricetta simile esista in Toscana, l’ho letto da qualche parte: però mi piace tantissimo! Vorrei provarla 😀

    • 09/01/2017 at 23:20

      Io a dire il vero non l’avevo mai sentita…credo di averla trovata sulla Cucina Italiana di qualche anno fa… Il modo in cui li conosco e li preferisco è semplicemente lessati e poi rifatti in padella con l’olio. Divini nella loro semplicità! 😀

  4. 10/01/2017 at 09:37

    Mai mangiati nè visti al supermercato…immagino, se son simili ai carciofi, che si possano usare questi in sostituzione. Comunque tutto quel che finisce in forno mi piace per principio.

    • 10/01/2017 at 15:59

      Si trovano davvero poco, ed è un peccato. Sono dei gambi lunghi e grandi, tipo sedano ma scuri e mooolto più grandi!

  5. 10/01/2017 at 11:50

    anche io devo dire che vista così preferisco asiutti, da provare

    • 10/01/2017 at 15:59

      Il difficile spesso è trovarli!

  6. 10/01/2017 at 16:12

    anche solo pane grattugiato, pinoli e acciughe salate (eventualmente un’idea di parmigiano e un po’ di prezzemolo), sono una favola!!

    • 10/01/2017 at 22:30

      Giuro che avevo pensato di farli anche con le acciughe…immagino vengano saporitissimi!

  7. 18/01/2017 at 17:48

    Verissimo. Davvero un peccato e come sottolinea Viv si fa persino fatica a trovarli al supermercato. Le chance aumentano presso i mercati rionali.
    Invece dai miei in Abruzzo se ne trovano e siccome abitano in campagna da qualche anno andando in giro li vedi e sono splendidi. Sembrano distese di argento!

    • 19/01/2017 at 12:28

      Ecco, io invece non ho presente come siano nei campi…devo ovviare a questa mancanza! 🙂

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