Calamari marinati su crema di riso Venere

Qualche notte fa, prima di addormentarmi, in quello spazio fluido e sfumato in cui la veglia è sul punto di cedere il passo al sonno, mi sono scivolate davanti agli occhi le pagine della mia antologia delle scuole medie, la carta lucida e setosa, le immagini in tinte pastello, semplici silhouette punteggiate come tenui ombre di colore.

E un brano in particolare, pur se vagamente. Era di un autore americano, credo degli anni ’50 o ’60, una storia di detective e spionaggio. C’era una donna in un ufficio, un’estate caldissima e un indizio che veniva scoperto.

Non ricordo molto di più, ma tanto è bastato per restituirmi, in tutta la sua forza, la sensazione della lettura avida e attenta che occupava i miei pomeriggi estivi.
L’arrivo dei libri di testo per l’anno seguente, che per molti era un episodio insignificante, addirittura fastidioso per la minaccia di cui era carico, per me era motivo di festa. E non certo per i testi di scienze o matematica, che riponevo accuratamente sugli scaffali fino al momento dell’utilizzo, ma per le antologie – una per ogni anno –  catalizzatrici del mio interesse.
Mi tuffavo subito nella lettura, scegliendo testi a caso, in base al titolo, ai colori delle illustrazioni, alla sorte che mi faceva aprire ad un certo punto invece che ad un altro. Lo gusto anche adesso, nel ricordo, quel piacere tutto solitario di immergermi un mondi diversi, incontrare solo per poche pagine personaggi che comparivano da chissà dove per dissolversi altrettanto misteriosamente, storie che restavano in sospeso, atmosfere e scritture diversissime tra loro.

Per lunghi anni non ci ho più pensato, una di quelle consuetudini circoscritte nel tempo e presto soppiantate da altre. Solo ora passo in rassegna quelle letture con occhi di adulta e mi meraviglio, letteralmente, dell’invenzione splendida e generosa delle antologie. La raccolta in un solo volume di tante prospettive, modi di vedere la vita e di narrarla attraverso storie e personaggi. Come avere una scatola con tanti cioccolatini, ognuno diverso dall’altro per ingredienti, concezione, tecniche di preparazione. E sapere di avere il lieto compito di provarli, uno ad uno, gustarli lentamente, per capire quale ci piace di più, dove ci porta ognuno di essi, quali sensazioni fa provare.
Mi è tornata una nostalgia immensa di quei pomeriggi di scoperta, dove ad ogni pagina c’era una sorpresa, da gustare in un silenzio carico di meraviglia.

riso-venere-e-calamari-marinati

La ricetta viene da un vecchio numero della Cucina Italiana. Me l’ero segnata sul mio quadernino delle ricette, conquistata dalla presentazione accattivante e dai colori originali, nonché dai calamari stessi, che mi piacciono molto.
È un piatto semplice e non molto carico, come potete vedere dal procedimento: riso lessato, marinatura e breve cottura dei calamari. Stop. Il sapore è quindi delicato ma particolare; quello che più colpisce è la consistenza del riso diversa a quella cui siamo abituati ma, dico la verità, il riso Venere è così buono nella sua “durezza” che alla fine penso che il piatto sarebbe stato anche migliore come un semplice risotto ai calamari marinati. Con tutto il rispetto per la Cucina Italiana!

riso-venere-e-calamari-marinati

 

La novità di questo post è la collaborazione con Silvia del blog Fancyhollow (ossia tutto su craft, riciclo e creatività) che con il suo solito spirito vulcanico mi ha proposto di illustrare una mia ricetta: e io che dovevo dire se non unirmi al suo entusiasmo!? E vista la meraviglia che ho tirato fuori (in 10 minuti, sotto ai miei occhi), mi sento anche di dire che questa non sarà l’unica ricetta illustrata a comparire su queste pagine… Buon appetito!ricetta_calamari

Calamari marinati su crema di riso Venere

Porzioni: 4       Tempo di preparazione: 20′      Tempo di cottura: 45′

Ingredienti

600 g di calamari (circa 4)
200 g di riso Venere
2 pomodori secchi
1 scalogno
scorza d’arancia
4 rametti di timo
sale e pepe
olio extravergine di oliva

Lessate il riso Venere in 2 litri di acqua poco salata per 45′. Non scolatelo a fine cottura ma frullatelo con il minipimer.
Pulite i calamari e tagliateli parte a rondelle, parte a striscioline. Se volete ottenere un effetto arricciato, aprite i sacchi, incideteli con taglio parallelo al lato lungo senza arrivare fino al fondo e poi tagliateli a strisce sul lato corto: più facile a farsi che a dirsi!
Mettete in un contenitore i calamari e conditeli con i pomodori secchi sminuzzati, lo scalogno a pezzetti, il timo, sale pepe e poca scorza d’arancia. Sigillate con la pellicola e riponete in frigo per 45′.
Togliete i calamari dalla marinata e saltateli in padella con un filo d’olio, a fuoco vivace per 3-4′.
Servite i calamari sulla crema di riso, completando con timo, scorza d’arancio o una fogliolina di prezzemolo.

riso-venere-e-calamari-marinati

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crema di riso venere e calamari-8

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18 comments on “Calamari marinati su crema di riso Venere

  1. 29/08/2016 at 11:35

    Siete un binomio perfetto! Da farci un libro…io ve la butto lì, eh… Comunque le foto con quella sciarpina garzata rosa sono un capolavoro. Ps. Anche a me piace molto il riso venere 🙂

    • 30/08/2016 at 19:16

      Mi piace questa ideaaa!! 😀 Metto subito al lavoro la creativa 😉

  2. 29/08/2016 at 14:42

    Non avevo mai pensato al libro di antologia come ad una scatola di cioccolatini, adesso che mi ci fai pensare non posso che darti ragione. Quando mi capita di pensare alla scuola- ma anche all’università- mi pento di non averlo fatto con la testa di adesso. Mi prenderei a schiaffi per la superficialità con cui ho affrontato quei momenti. Venendo a noi e alla tua ricetta che dirti se non che mi piace un sacco? fosse solo per il contrasto dei colori! Il riso venere qui non si trova facilmente- si trova lo wild- ma cercherò di applicarmi (adesso si che sono cresciuta !!!) perché questa ricetta mi potrebbe piacere da morire!

    • 30/08/2016 at 19:25

      Anche io, sai, Margherita? Penso a quanto sarebbe bello poter ristudiare tutto con la testa di adesso…e mi mancano tanto le lezioni e le letture! Il riso tu fallo coi frutti di bosco…me li sogno la notte! 😉

  3. 29/08/2016 at 14:43

    Ah l’illustrazione é stupenda!

  4. 29/08/2016 at 16:27

    Ecco…io adoro il tuo modo di scrivere ! Hai la capacità di prendere una persona per la mano ed accompagnarla in un mondo nuovo e tuto questo è possibile farlo semplicemente chiudendo gli occhi…
    Penso che nella vita di tutti noi ci sono le cose che pensiamo di aver perso perché per molto tempo non le facevamo…ma erano semplicemente messe in disparte ad aspettare il momento giusto per uscire in superficie ed essere apprezzate di più,con più consapevolezza.
    Sono meravigliosi i disegni di Silvia !!
    A presto !
    Marina

    • 30/08/2016 at 19:41

      Marina…grazie! Quello che mi scrivi è bellissimo! 🙂
      Ed è proprio vero che a volte si riscoprono cose dal passato che sono come un dono che ci viene fatto.
      Ti mando un abbraccio.

  5. 29/08/2016 at 17:58

    Nessuna introduzione poteva essere migliore per un post in tinte pastello, appunto, come questo! Dobbiamo replicare assolutamente. Con un dolcino burroso, direi…

    • 30/08/2016 at 19:42

      Affare fatto! 😀

  6. 29/08/2016 at 23:26

    Sono rimasta molto colpita sia dal tuo racconto che dalle illustrazioni della tua amica, bravissima, i colori della ricetta sono bellissimi, un insieme perfetto, brava Alice

    • 30/08/2016 at 19:42

      Grazie cara Tamara!! 😀

  7. 30/08/2016 at 12:36

    Belli questi ricordi che affiorano dal passato. E’ quella stessa curiosità che poi si ritrova in tutte le cose che ci piacciono e che ritrovi anche in cucina proponendo questa ricetta che effettivamente attira, ma come dici tu, anche del riso venere cotto “normalmente” va benissimo.
    Molto carina la ricetta illustrata! 😀

    • 30/08/2016 at 19:43

      E’ vero, io non mi reputo una persona molto curiosa…tranne che nelle cose che amo! Lì lo sono eccome!

  8. 30/08/2016 at 22:41

    La ricetta illustrata è straordinaria, davvero bella e la crema di riso venere intrigante; per l’antologia, beh, non ho avuto la fortuna di poterla ricordare così 🙁 Peccato.

    • 30/08/2016 at 22:50

      Silvia è bravissima!! Un vulcano di idee e abilità 🙂
      Capisco che l’amore per la lettura è anche questione di incontri fortunati…Ma non è mai troppo tardi!

  9. 04/09/2016 at 16:25

    Una splendida idea la vostra e riuscitissima! Le foto sono splendide.
    Non vedo l’ora di leggere e vedere le prossime collaborazione come una di quelle storie pescate a caso nelle antologie 🙂

    • 05/09/2016 at 09:59

      Grazie Mile! Anche io non vedo l’ora di ammirare altre ricette grafiche di Silvia…è una vera artista! 😀

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