Sformato di amaranto con caciocavallo e cavoletti di Bruxelles

united_kingdom_640

Una ricetta per due ingredienti di tutto rispetto!

Iniziamo dall’amaranto. Ormai molti di voi lo conoscono, è una pianta erbacea i cui semini microscopici vengono usati come se fossero cereali…ma non lo sono! E infatti non contengono glutine e sono invece ricchi di proteine, aspetto non secondario nelle diete odierne che cercano di sostituire le proteine animali con quelle vegetali: ecco, l’amaranto ne è un’ottima fonte!
Potete trovarlo in quasi tutti i supermercati, generalmente accanto ai legumi secchi e alle zuppe. Per quanto riguarda la pianta, invece, non è raro vederla svettare con i suoi vistosi fiori a forma piramidale…di un bellissimo color amaranto, per l’appunto!

Dall’amaranto viene anche ricavata una farina, ma più spesso si usano direttamente i chicchi per fare sformati, polpette, insalate e addirittura per barrette energetiche e biscotti (i miei erano biscotti alle nocciole e amaranto). Ha un sapore molto particolare, quasi tostato e nient’affatto anonimo.
La pianta è originaria dell’America centrale e comparve in Europa solo nel Settecento, come pianta ornamentale. A metà degli anni ’70 del secolo scorso sono state riscoperte le proprietà nutrizionali dei suoi chicchi e nuove coltivazioni sono state impiantate, inizialmente negli Stati Uniti e in seguito anche in altri Stati, compresa l’Italia. Le sperimentazioni hanno dato buoni risultati e oggi l’amaranto è coltivato in diverse zone, per esempio in Valdichiana…e anche nell’orto del mio babbo! Vedi, babbino…ci è voluto un po’ di tempo, ma alla fine l’ho usato!

Il secondo protagonista è il caciocavallo, un formaggio che non mangio molto spesso e sul quale non mi sono mai soffermata più di tanto. A torto, direi, perché invece è molto buono e versatile.
Si tratta di un formaggio a pasta filata di latte vaccino prodotto nella dorsale appenninica meridionale – in particolar modo in nella Sila calabrese – e in Sicilia (famoso quello ragusano, fatto con latte misto di vacca e di pecora). Può essere dolce, se stagionato solo fino a due mesi, o piccante, se la stagionatura si protrae più a lungo. Può anche essere affumicato.

Quello che più incuriosisce di questo formaggio è però il nome…cosa c’entrano i cavalli?! Le teorie sono molte…alcuni ritengono che il nome derivi dal marchio a forma di cavallo che le gabelle del Regno delle Due Sicilie imponevano ai formaggi, mentre secondo altri dipende dall’abitudine di mettere le forme a stagionare legate a due a due a cavallo di un bastone trasversale. Un’altra ipotesi, invece, lo fa derivare dal termine turco qasqawal, che era un tipo simile di formaggio. C’è però anche un aspetto macabro legato al caciocavallo: proprio per questa tendenza ad essere appeso, nel sud Italia veniva spesso usato come metafora per indicare le impiccagioni…non proprio una bella immagine!¹

¹ M. Guarnaschelli Gotti, La Gastronomia. Dizionario Enciclopedico della Buona Tavola, vol. 1, p. 163.

sformato-di-amaranto-e-bruxelles-1

SFORMATO DI AMARANTO CON CACIOCAVALLO E CAVOLETTI DI BRUXELLES

Dosi: 4 persone       Tempo di preparazione: 20 minuti       Tempo di cottura: 1 ora

  • 200 g di amaranto
  • 130 g di caciocavallo semistagionato
  • 200 g di cavoletti di Bruxelles
  • 1/2 porro
  • 2 cucchiai di nocciole spellate
  • olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto
  • sale

Sciacquate l’amaranto sotto l’acqua corrente. Mettetelo in una pentola con acqua fredda salata pari a il doppio del suo peso, portate a bollore poi fate cuocere coperto per circa 25 minuti. Con questa proporzione l’amaranto dovrebbe cuocersi assorbendo tutta l’acqua: se ne rimanesse in più, scolatela a fine cottura. Se invece tende ad attaccarsi alla pentola, aggiungetene un po’.

Nel frattempo mondate i cavoletti di Bruxelles e lessateli per 5-6 minuti in acqua bollente salata. Scolateli, passateli sotto l’acqua fredda e affettateli finemente.
Affettate finemente il porro, riscaldatelo per 10 minuti in una padella con 2 cucchiai di olio e uno di aceto (serve a smorzarne un po’), poi aggiungete i cavoletti, salate e fate cuocere altri 5-6 minuti o finché non diventano tenerissimi.

Mescolate l’amaranto con i cavoletti, aggiungete il caciocavallo a dadini e distribuite il composto in una pirofila. Cospargete la superficie con le nocciole tagliate grossolanamente al coltello e infornate a 200° per 15 minuti, usando la funzione grill negli ultimi 5 minuti per tostare le nocciole. Servite caldo.

 

sformato-di-amaranto-e-bruxelles-3

 Note:

– inizialmente volevo fare degli sformatini monoporzione come questi, ma forse perché l’amaranto era di una varietà diversa, forse a causa dell’umidità rilasciata dai cavoletti, l’impasto non era abbastanza consistente e quindi ho ripiegato su uno sformato classico. Vedrete, quando lo servite, che il tutto rimane abbastanza morbido e quindi non sarebbe possibile usare stampini per poi sformarli. A meno che, forse, di non cuocere meno l’amaranto nella fase iniziale.

– eliminando il caciocavallo o sostituendolo con legumi a vostro piacimento diventa un piatto vegano di tutto rispetto.

sformato-di-amaranto-e-bruxelles-4

Con questa ricetta partecipo al contest di “Cappuccino e cornetto” nella categoria “Sformati”

caciocavallo

Share

You May Also Like

26 comments on “Sformato di amaranto con caciocavallo e cavoletti di Bruxelles

  1. 25/01/2015 at 23:00

    Questo sformato dev’essere buonissimo! non ho mai cucinato l’amaranto! mi incuriosisce molto!

    un caro saluto

    • 26/01/2015 at 10:55

      Grazie! Ha un sapore molto particolare, difficile da descrivere…ti consiglio di provare! ☺
      Buona giornata!

  2. 26/01/2015 at 00:17

    Ultimamente noto che le varianti vegane stanno prendendo piede sempre più. Io non lo sono ma ho amiche che seguono questo regime alimentare e mi fa comodo tenere in memoria ricette e varianti adatte all’occasione.

  3. 26/01/2015 at 02:58

    E non lo sapevo che eri una fan dell’amaranto! Io ci ho fatto da poco una zuppa… ma non lo avevo mai usato! Questo sformato, ma anche i biscotti mi ispirano un sacco! Buona a fortuna per il tuo contest! Un bacio e buona settimana!

    • 26/01/2015 at 11:01

      Sì, mi piace molto…e ho già un’altra ricetta in mente…lo trovo molto vesatile! I biscotti sono molto buoni, provali!

  4. Alice, devo confessarti una cosa…naturalmente potrai immaginare che tra i miei mille tentativi di utilizzo di ingredienti diversi, ci sia finito anche l’amaranto ma…non sono riuscita ad assaggiarlo, perché l’odore mentre cuoceva mi ha tremendamente infastidito. Non mi era mai capitata una cosa simile. Ancora oggi non so cosa mi sia successo: se era una mia particolare indisposizione di quel giorno o se davvero non sia fatto per me. Quello che è sicuro è che ci devo riprovare 🙂 Che dire del caciocavallo, lo adoro! Dalle mie parti è un classico e pensa che viene mangiato tantissimo semplicemente cotto alla piastra, come fosse una scamorza, magari arricchito con erbe aromatiche fresche e peperoncino. Davvero un piatto spettacolare. Grazie per le info sulle origini di questo nome, non me ne mi ero mai interessata, ma la prossima volta che andrò al mare, mi ricorderò di capirne di più .
    A parte le perplessità sull’amaranto, ancora da verificare (ti dirò..), hai fatto un bellissimo piatto e delle bellissime foto!
    Un abbraccio!

    • 26/01/2015 at 22:12

      Davvero?! Non ci credo che non sei riuscita ad assaggiarlo!! A me piace molto…e non mi sembra che abbia un cattivo odore! Devi riprovare, dai.. Il caciocavallo ha effettivamente il suo perchè…a me piace molto anche quello stagionato!
      Grazie mille e…attendo la tua ricetta del lunedì!
      Un bacio!

  5. Questa ricetta la devo assolutamente provare!!!!

  6. 26/01/2015 at 20:36

    L’amaranto devo ancora ospitarlo nella mia cucina… è stimolante sapere di dover colmare curiosità, c’è sempre altro da scoprire! Mi incuriosisce anche la sua farina, motivo in più per socializzare!
    Abbiamo la stessa teglia, sai? E quasi quasi la riempio di cavoletti, mi aspettano in frigo da ieri e secondo me per vincere l’inverno vogliono calore… 😉

    • 26/01/2015 at 22:14

      La farina non l’ho mai provata nemmeno io…ecco un altro esperimento da fare! Ci sono sempre così tanti motivi di ispirazione… 🙂
      Allora se hai teglia e cavoletti non resta che procurarsi un po’ di amaranto…e il gioco è fatto! 🙂

  7. 27/01/2015 at 16:48

    Da un pò non uso l’amaronto e ogni volta mi riprometto di comprarlo, a questo punto non ho più scuse, la tua ricetta è succulenta periò un motivo in più per riprovarlo al più presto!

    • 27/01/2015 at 17:07

      Grazie Emanuela! Io ne ho una bella scorta, quindi prevedo altre ricette e sperimentazioni a breve! ☺

  8. 27/01/2015 at 19:54

    Nemmeno io ho mai preparato qualcosa con l amaranto. E l ho mangiato un’unica volta in una barretta con del cioccolato che mi era piaciuta moltissimo. Così come mi piace tanto questo tuo sformato….le tue ricette mi sono d i ispirazione e incoraggiamento per decidermi a percorrere finalmente anche altre strade in cucina: grazie!
    Un bacione, buona serata!

    • 27/01/2015 at 22:32

      Ecco, le barrette mi mancano…è un ottimo suggerimento! Come vedi, gli incoraggiamenti e le suggestioni non sono mai a senso unico! 🙂
      Grazie delle tue parole, mi fanno molto piacere…spero che deciderai di provare qualcuna delle ricette che propongo!
      A presto e buona serata!
      Alice

  9. 27/01/2015 at 23:35

    dove sento l’odore del caciocavallo corro naturalmente!!! le poche volte che riesco ad averlo lo tratto con tanta parsimonia. L’amaranto invece lo trovo facilmente ma non ho l’ho mai comprato ma ne ho già assaggiato dei biscotti già pronti nel reparto di prodotti naturali e non mi é dispiaciuto anche se mixato con altra farina e semini. Prima o poi uno sformato cosi’ particolare provero’ a farlo.

    Buona notte 🙂

    • 28/01/2015 at 00:01

      Anche a me piace molto nei biscotti…il prossimo passo saranno le barrette, se riesco! E presto comprerò di nuovo anche il caciocavallo…magari stavolta stagionato! 🙂
      Grazie, buona notte a te!
      Alice

  10. 28/01/2015 at 10:37

    l’amaranto devo ancora imparare a conoscerlo, il caciocavallo invece lo adoro! Questa tua ricetta interessante e come sempre bellissima mi stuzzica e mi solletica… ha sempre il potere di smuovermi e scuotermi tu! e non è da tutti eh! 🙂 ps: interessanti del teorie del caciocavallo

    • 28/01/2015 at 16:46

      Grazie Elena!! Come hai ben visto…la cosa è reciproca! L’elenco delle tue ricette che vorrei provare è praticamente infinito!!
      Però l’amaranto lo devi provare, dai…chissà che meraviglie ne tireresti fuori! ☺☺☺

  11. 29/01/2015 at 12:20

    Io l’amaranto devo ancora provarlo …ma prima o poi arrivo! 😉
    Bello e gustoso questo sformato! Baci

  12. 29/01/2015 at 16:51

    Congratulazioni per la tua ricetta dei Biscotti al Miele.
    Grazie per aver partecipato al nostro contest.
    Sono già curiosa di quello che proporrai x giugno.
    Keep on rockin

    • 29/01/2015 at 17:04

      Grazie mille Federica!! Vi seguirò con ancora maggiore attenzione 😉
      Buona giornata!

  13. 13/02/2015 at 13:26

    Ma questa ricetta è bellissima!! Ho un sacchetto di amaranto in casa che fino ad ora ho solo usato per fare il muesli senza glutine, ma mi piace molto come texture! Sono davvero felice di aver scoperto questo tuo spazio, ci sono molte cose belle 😉

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *